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La città di Aulla
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territorio del comune di Aulla si estende per 59,79 kmq in zona collinare
nella val di Magra. Antico castello, ha raggiunto l'attuale estensione
territoriale nel secolo scorso quando gli furono aggregate la frazione di
Caprigliola (nel 1870) e quella di Albiano (nel 1881). Il borgo sorse
nell'antichità come punto di sosta lungo un'importante direttrice di
traffico e nell'884 Adalberto, marchese di Toscana, vi fondò un castello e
l'abbazia di San Caprasio, "inter flumes Macrae et Aulae".
Col tempo gli abati assunsero sul territorio circostante una forma di
sovranità, ufficialmente ratificata da una bolla di Onorio Il nel 1126 e poi
da un diploma di Federico il nel 1222. Passata verso la fine |
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| del XIII secolo
sotto la giurisdizione del vescovo di Luni, circa un secolo più tardi Aulla
divenne possesso dei Malaspina di Ponzano. Tra alterne vicende (ormai la
cittadina con il suo territorio era divenuta una zona strategica di notevole
importanza e rientrava perciò nelle mire di grandi antagonisti: Pisa, Lucca,
Genova, Firenze che con Giovanni dalle Binde Nere la conquistò e la
possedette dal 1525 al 1529), questi la tennero fino al 1543, quando
cedettero il marchesato di Aulla alla famiglia genovese dei Centurione. La
nuova dominazione durò fino al 1704. Posta nel 1710 all'incanto
dall'imperatore di Baviera, Aulla fu acquistata dai Malaspina di Podenzana
per 30.000 fiorini. Abolào il feudo da Napoleone, dopo il congresso di
Vienna fu assegnata ai duchi estensi di Modena, ai quali rimase fino al
Risorgimento, quando entrò a far parte della provincia di Massa- Carrara
(1859). Durante l'ultima guerra fu rasa al suolo dai bombardamenti anglo -
americani. Nel corso della lotta di Liberazione, particolarmente attive e
audaci furono le formazioni partigiane che, dopo avere duramente contrastato
le truppe tedesche che si ritiravano, riuscirono, il 24 aprile 1945, a
liberare la cittadina prima dell'arrivo degli alleati. Tra le attività
economiche del passato predominava l'agricoltura, che si giovava non solo
della coltivazione della vite e, in alcune piagge ben esposte, dell'olivo e
del gelso, ma soprattutto dell'allevamento del bestiame minuto e delle
risorse dei boschi di castagno. Anche oggi che le attività legate alla terra
assorbono meno del 4% della popolazione attiva, la zootecnia presenta, se
inserita nel quadro comparativo provinciale, una buona consistenza in quasi
tutti i comparti. Il settore industriale, che nel 1971 era arrivato a
occupare oltre la metà della manodopera totale, ha subito nell'ultimo
ventennio un forte ridimensionamento; ciononostante Aulla conserva
potenzialità di sviluppo importanti soprattutto in virtù della presenza di
un tessuto diffuso di piccole imprese operanti nei settori meccanico, del
mobile, dei materiali edilizi, della lavorazione dei metalli e delle materie
plastiche. E inoltre un vivace centro commerciale, soprattutto per la
vendita all'ingrosso, ed esercita una evidente attrazione economica nei
confronti di comuni come Podenzana, Villafranca, Tresana e Licciana Nardi.
La popolazione del territorio comunale raggiunge, nel 1991, le 10.164 unità,
con una densità di 170 abitanti per kmq. Ai rilevamenti precedenti i valori
demografici del territorio comunale erano stati: 4.325 abitanti nel 1830,
6.002 nel 1881, 9.474 nel 1936,10.171 nel 1951,10.160 nel 1961,10.319 nel
1971 e 10.415 nel 1981.
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