Ottimizzare il suo sito internet

 

Come ottimizzare suo sito internet ? 

 

È possibile utilizzando giudiziosamente i meta  ed i nomi del sito Ma  altri criteri entrano in gioco.

Citiamo per esempio il numero di siti che vanno a puntare verso il vostro. Ogni sito sarà ponderato in funzione della sua posizione nel motore di ricerca, ecc.

Per ottimizzare un sito si non fa alla leggera e è indispensabile Saper ottimizzare il SITO

È per questa ragione che buon numero di INTERNAUTI  è deluso dei software di SOTTOMISSIONI o di imprese poco scrupolose che offrono chimere , USANDO software è molto semplice e veloce, senza ottimizzare il sito (ciò non serve) per sottomettere il sito bisogna avere una buona conoscenza dei differenti modi che motori di ricerca chiedono.

Risultato al posto di essere in  30 pagina sarete in 1-5 Non male ! mai nessuno o quasi non guarda fino alla 10 pagina. In realtà ciò che serve e trovare il vostro sito internet. coi motori- con link - banner ecc

  

Perché passare per un professionista per inserire il suo sito?

 

 Più veloce, il più sicuro e meno caro, è di passare a qualcuno che sa esattamente come funzionano i motori di ricerca e gli elenchi su internet.

 ciò che noi voi proponiamo.

Come  ottimizzazione di sito ?

 

 molto semplice    Noi visiteremo il vostro sito internet, faremo un auditing del vostro sito e del concorrenza 

Poi, noi o voi vi inviteremo ad effettuare  le modifiche raccomandate, poi quando tutto sarà fatto, sottometteremo allora il vostro sito  vi manderemo un rapporto dettagliato della nostra azione.  il vostro sito dovrebbe ricevere più  visitatori. 

 

Perché inserire  manualmente un sito   

 

Su certi motori di ricerca e elenchi,  sottomettiamo manualmente   questi, permettendo un posizionamento ottimale sulla rete internet.

 

Il posizionamento sui motori di ricerca. Se siete arrivati fino qui è sicuro che desiderate il posizionamento sui motori di ricerca
 
Un buon posizionamento sui motori di ricerca è dato fondamentalmente dall’applicazione e il monitoraggio di tecniche le cui regole spesso si modificano nel corso stesso della nostra attività. Per questo non possono funzionare trucchi o improvvisazioni, per posizionare un sito web è necessario conoscere bene le tecniche di realizzazione delle pagine web, conoscere bene gli strumenti che meglio si adattano al nostro fine, script o altri linguaggi, è necessaria una approfondita conoscenza dei modi di posizionamento dei motori di ricerca, sono necessari uno o più professionisti con specifico know how che analizzino, propongano e monitorizzino la nostra realtà web.


Un buon posizionamento sui motori di ricerca è possibile,
 voi portate le vostre idee noi vi apriremo questa porta.
 
 
e' ORA
 

1. Manuale del posizionamento sui motori di ricerca
L'importanza della promozione attraverso la presenza sui motori di ricerca si basa essenzialmente sulla raccolta di traffico targettizzato (finalizzato all'utente giusto) e di qualità. Un utente che effettua una ricerca utilizzando una chiave specifica sarà, infatti, estremamente interessato ai risultati che questa gli restituirà.
Per il sito indicizzato il contatto stabilito costituisce un indubbio elemento di qualità, in quanto l’utente può diventare un potenziale acquirente del servizio o prodotto ricercato. Essere nelle prime posizioni con le parole chiave di interesse strategico costituisce un vantaggio competitivo di notevole importanza rispetto agli altri siti concorrenti od omologhi. Individuato immediatamente l’oggetto, infatti, difficilmente un utente decide di proseguire nella successiva pagina di ricerca.
1.1 Introduzione
Per circa 4000 anni, l'uomo ha organizzato le proprie informazioni in modo da renderle fruibili ed accessibili in maniera facile ed immediata. Internet, ed in particolare il web, in questi ultimi anni è risultano essere il mezzo principale per pubblicare e rendere disponibili le informazioni. I motori di ricerca sono lo strumento per reperire più facilmente e più in fretta le informazioni, sebbene, date le dimensioni, è sempre più difficile trovarle e, quindi, più difficoltosa la loro catalogazione. Negli ultimi anni, però, i motori di ricerca hanno imparato a dare una valutazione sull'importanza delle pagine in maniera da evitare di restituire risultati poco importanti per l'utente. Può sembrare paradossale, ma avere tantissima informazione disponibile equivale a non possederne alcuna. Per questo, negli ultimi tempi, si è puntato molto sull’importanza della qualità della presenza sui motori di ricerca e, quindi, sul web. Molti motori hanno modificato i propri algoritmi oppure hanno introdotto il sistema di pagamento per fornire maggiore visibilità.
I motori sono i discendenti diretti dei vecchi sistemi usati per il recupero e la conservazione delle informazioni (biblioteche, archivi, ecc.). Con l'avvento del web, questi metodi hanno subito molte evoluzioni fino all'ottimizzazione dell’accesso all'informazione richiesta. I motori di ricerca sono, senza ombra di dubbio, il punto di partenza del navigatore che cerca qualcosa sul web. Come tutti sanno, essi rispondono ad una query (domanda), che restituisce una lista di siti che sono l'elaborazione delle parole chiave immesse. Queste parole vengono sottoposte ad un algoritmo, che cambia da motore a motore. La lista, inoltre, può essere ordinata in base all'importanza che il motore dà ad un sito. Questa fase viene definita ranking ed è alla base del successo di un motore di ricerca. Il motore attualmente più popolare e più utilizzato è Google, che, grazie al suo sofisticatissimo meccanismo di analisi delle pagine (PageRank©), è divenuto uno dei più importanti soggetti del web.

2. Tipologia dei motori
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I motori di ricerca sono la funzione più utilizzata del web e, quindi, un evidente strumento di visibilità. La maggior parte degli accessi ad un sito avviene tramite i motori. Essi sono più economici e duraturi rispetto ad altri tipi di campagne pubblicitarie.
Vi sono due tipologie: le web directory, organizzate in categorie, ed il motore di ricerca, che visualizza i propri risultati in base alle parole chiave proposte dal navigatore. Oggi vi sono anche i motori a pagamento per inclusion o a click.
2.1 Motori di Ricerca
Nei motori di ricerca (per esempio Google, Inktomi, All The Web o Altavista) l'indicizzazione viene effettuata da software chiamati spiders, crawler o robots, che navigano continuamente per il web seguendo i link, aggiornando il loro database in base al proprio algoritmo ed estraendo tutti i dati utili alla catalogazione. Il nome spiders (“ragni”) è stato dato proprio perché tale software può essere immaginato come dei ragnetti che vagano in giro sulla tela a catalogare le informazioni.
Questi motori, quindi, sono proprio l'espressione più evidente del carattere sintattico (basato cioè sulla forma) del web attuale. In risposta alle ricerche effettuate, essi restituiscono degli elenchi dove ogni voce è caratterizzata da un titolo, un'estrapolazione del contenuto della pagina, dall'URL del sito.
Google <http://www.google.it/>
Alltheweb <http://www.alltheweb.com/>
Altavista <http://www.altavista.com/>
Inktomi <http://www.inktomi.com/>
2.2 Web Directory
Le web directory (per esempio dmoz.org o il nostro  www.inserisci.it  com net info org biz) si basano su una logica completamente diversa: catalogare le informazioni in base ad un'organizzazione precisa suddivisa in argomenti.
La differenza sostanziale rispetto al motore di ricerca consiste nel fatto che la maggior parte delle web directory non sono gestite direttamente da un software, ma dipendono unicamente dal lavoro di persone che valutano ed inseriscono i vari siti proposti in ogni categoria. Dopo una richiesta di ricerca effettuata in questi motori, vengono anche restituite le sottocategorie ritenute rilevanti.
Le web directory rappresentano un'immagine web più semantica (basata sul significato), in quanto possono essere navigate per argomento.
Dmoz.org <http://www.dmoz.org/>
Inserisci.com <http://www.inserisci.com/>
Yahoo <http://www.yahoo.com/>
Arianna <http://arianna.libero.it/>
Virgilio <http://www.virgilio.it/>
Web06 <http://www.web06.it/>
2.3 Motori di Clustering
I motori di clustering raccolgono e raggruppano le informazioni emerse dalla ricerca, il temine deriva infatti da 'to cluster', targettizzare, aggreggare. Il più noto è certamente www.vivisimo.com, da cui deriva direttamente anche www.clusty.com, perché basato su ricerca semantica, secondo i concetti precisati da Tim Berners-Lee.  Vivisimo applica in modo esteso la ricerca semantica raggruppando i risultati in "Clustered Results" differenziati per valore semantico. Per esempio la ricerca "ristorante centro storico roma" dà in un gruppo tutti i link che associano il termine ricercato a "ristorante roma", in un altro gruppo tutti i termini che associano a "Hotel", in un altro  a "Traattorie", un altro a "Wine bar", ecc.. Questo tipo di ricerca facilita l'orientamento, e dà una prospettiva abbastanza ampia circa le caratteristiche dell'oggetto della ricerca. Già www.google.com utilizzava algoritmi avanzati di ricerca, ma erano e sono basati solo sulla popolarità del sito. Un servizio con risultati raggruppati a cluster era in precedenza fornito dal motore di ricerca  www.northernlight.com che pescava direttamente nel web. Vivisimo è invece un metamotore, che gestisce le ricerche dei principali motori e delle web directory (Verity, Inktomi, Ultraseek, Microsoft Conversa, Open Directory, Fast, Altavista, Yahoo, Netscape, Looksmart, DirectHit, Euroseek, Exite, Lycos, ecc.), secondo un'architettura logica impostata da Tim Berners- Lee.
2.4 Portali e Vortali
2.5 Ranking
Il ranking è il metodo con cui un motore dispone i risultati di una ricerca.
Si è detto precedentemente che dall'algoritmo dipende il successo di un motore di ricerca. Nel passato un motore non utilizzava degli algoritmi particolari per pubblicare una lista di risultati, ma assegnava direttamente un valore di importanza alle pagine restituite in base al numero di ricorrenze, in ogni documento, dei termini della query. Naturalmente, in un ambiente particolare come il web, attraverso questo metodo era facile apparire alle prime posizioni: bastava inserire un numero elevato, ed a volte esagerato, di parole chiave dentro una pagina e il gioco era fatto. Questo sistema, però, è durato poco ed i motori di ricerca hanno cominciato a bannare (eliminare dai loro database) e considerare spamming, cioè tecniche fraudolente utilizzate per eludere il motore di ricerca e fare apparire, comunque, il proprio sito nei primi posti, alcuni metodi di costruzione delle pagine.
Quando un motore effettua una ricerca sul proprio database, entrano in gioco una serie di calcoli statistici che compongono l'algoritmo.
Inizialmente i motori assegnavano importanza alle pagine in base al numero di parole che l'utente ricercava. Per ovviare a questo sistema, una tecnica moderna di ranking è quella della link popularity, in base alla quale un valore di importanza è dato dal numero di link che una pagina riceveva dalle altre, sia interne che esterne al sito.
In origine, alla base di tutto c'era il problema/obiettivo di riuscire ad usare un parametro umano per determinare quanto fosse rilevante una pagina sulle altre, rispetto a un certo termine. Ma come fare questo senza dover coinvolgere (e quindi pagare) un gran numero di persone e studiare un sistema valido per consentire loro di dare valutazioni oggettive? L'unico modo era creare un sistema matematico incentrato sulla valutazione, spesso non espressamente riconosciuta, di un sito da parte di altri responsabili, amministratori e creatori di website. In pratica, il sistema doveva poter rispondere alle domande: Cosa pensano gli altri del mio sito? Quanto lo valutano pertinente e interessante rispetto ad un dato argomento?
Google sembra essere stato un pioniere nell'utilizzo dei collegamenti ipertestuali per la creazione di un sistema di valutazione dell'importanza di un website. Grazie alla tecnologia chiamata PageRank, Google riesce oggi a fornire risultati altamente pertinenti, stabilendo in modo del tutto automatizzato una misurazione oggettiva dell'importanza di ogni singola pagina web presente nel suo database.
Per concludere, si può dire che le pagine web, a differenza dei normali testi, possono avere dei link ad altre pagine e questi link vengono interpretati dai motori di ricerca come una specie di voto da parte delle altre pagine e quindi da parte degli altri siti e webmaster. Un link ricevuto da un sito importante varrà sicuramente più di un link che proviene da pagine meno importanti. Naturalmente questo è solo uno degli algoritmi utilizzati da Google e da altri motori di ricerca, perché ovviamente anche qui c'è un punto debole, esistono cioè tecniche mirate ad aumentare la link popularity in maniera impropria, una di queste è chiamata Google Bomb.
2.6 Motori a pagamento
Alcuni motori di ricerca fanno pagare. Ci sono motori che fanno accedere gratuitamente ai loro database, ma certo, se paghi ti evidenziano in un qualche modo. Su altri, invece, si paga per accedere. Si può tranquillamente utilizzare solo i motori di ricerca gratuiti oppure, in dipendenza del budget, puntare solamente su alcuni. Questo si può fare perché alcuni motori sono partner e collegati tra loro, quindi, la presenza in uno potrebbe avvantaggiare la posizione nell’altro. (www.inserisci.it collegato con i principali motori intrnazionali esempio google)
Alcuni motori negli ultimi anni oltre a migliorare la loro caratteristica di indicizzazione e ranking, hanno dovuto affrontare la crisi speculativa della new economy del 2000, per questo per poter sopravvivere, sono stati obbligati (oltre alle raccolte pubblicitarie) di far pagare ai webmaster l'inserimento nei propri indici. Alcuni motori di ricerca invece oltre ai risultati normali, fanno anche apparire quelli a pagamento.
2.7 Pay per Inclusion
Si paga per essere inseriti negli indici in un tempo compreso, in genere, tra le 48 e 72 ore. Viene assicurato un tempo di refresh (tecnica che garantisce il ritorno dello spider) del contenuto delle pagine altrettanto breve.
Looksmart <http://www.looksmart.com/>
Inktomi <http://www.inktomi.com/>
2.8 Pay per click
Spesso il Pay per Click associato al keyword advertising, comporta il pagamento di una tassa ogni volta che il visitatore clicca sul link verso il sito. Quanto pagato viene scalato dal budget che l'investitore mette a disposizione.
Espotting <http://www.espotting.com/>
Overture <http://www.overture.com/>
Godado <http://www.godado.it/>
2.9 Registrazione automatica
La registrazione di un sito sui motori di ricerca attraverso programmi automatici non è più un metodo che produce risultati accettabili. Attualmente, la maggior parte dei motori di ricerca penalizzano un sito inserito con questa procedura. Altri hanno reso la procedura di registrazione differente secondo ogni fase così da rendere inutilizzabili tali sottomissioni massive. Perché il sito sia letto correttamente dagli spiders dei motori di ricerca, è necessario inserire nel codice delle pagine indicazioni, visualizzate dagli spiders, sul tipo di servizio offerto. La perizia nell’identificare le giuste parole chiave per il target di riferimento della tua attività è di primaria importanza per ottenere il massimo di risposta da parte dei motori.

3. Tecniche base di posizionamento
Per prima cosa è necessario essere visibili ai motori di ricerca, sembra scontato ma se non si invita il motore a valutare la nostra posizione potremmo rischiare di rimanere completamente invisibili.
Molti confondono il semplice servizio di registrazione con il più complesso servizio di posizionamento.
La registrazione, in pratica, è la semplice segnalazione del sito ai vari motori di ricerca tramite compilazione dei singoli moduli forniti dagli stessi motori. Non prevede, quindi, nessuna garanzia che il sito registrato appaia in una qualsiasi posizione di rilievo. L’unica garanzia è data dall’avvenuta richiesta di registrazione. Poi il motore deciderà se e come fare apparire il sito nelle ricerche, secondo precisi criteri che variano da motore a motore.
Il posizionamento, invece, è un servizio molto più complesso e costoso, in quanto prevede varie fasi da seguire molto accuratamente, dallo studio alla garanzia del risultato. Garanzia che prevede, come obiettivo del servizio, la posizione nella quale il sito del cliente sarà mostrato, effettuando una ricerca su un determinato motore e con determinate parole chiave.
Il posizionamento sui motori di ricerca è quell’insieme di operazioni che hanno l’obiettivo di far comparire un sito in testa ai risultati dei motori di ricerca, utilizzando quelle parole chiave, o meglio combinazioni di termini, che riguardano l’attività del sito stesso. Non è importante apparire assolutamente ai primi posti, perché l’obiettivo principale deve rimanere quello di attirare il traffico di qualità.
Alcune operazioni sono obbligatorie nel momento in cui creiamo una pagina web e pensiamo al posizionamento. Per poter proporre le nostre pagine ai motori di ricerca e sperare di essere ben considerati è necessario intervenire sul codice HTML, dedicare un po’ di tempo alla segnalazione del nostro sito a motori e directory e scegliere le parole chiave giuste.
3.1 Le parole chiave
Forse bisognerebbe spendere più di qualche riga sulla scelta delle parole chiave (keywords), la selezione viene spesso sottovalutata, invece dovrebbe far parte di un accurato studio prima di procedere alla fase di realizzazione del sito. Il consiglio è quindi, durante la progettazione, di impiegare il giusto tempo a questo problema. Occorre fare un’accurata analisi e cercare di individuare quali sono le parole chiavi più pertinenti, più convenienti, più targhettizzate all'attività che si vuole proporre con Internet. L’attenzione va concentrata sull'utente tipo, che deve andare a cercare il vostro sito sui motori di ricerca.
Ci sono strumenti che consentono di fare un'analisi completa e aiutano a capire il livello di concorrenza, ma molto più semplicemente mettetevi nei panni di un vostro utente, andate su un motore di ricerca e cercate quello che volete proporre sul vostro sito. Avrete così buone possibilità di capire cosa viene proposto e cosa viene cercato.
Questa operazione vi permetterà anche di trovare una nicchia per il vostro mercato, se cercate su Google la parola Computer il motore vi restituirà circa 600 milioni di pagine, se cercate Computer Roma ne avrete circa un milione, per Computer modding Roma avrete solamente tredicimila pagine concorrenti. Non solo sarà più semplice posizionare la pagina ma sarete certi che stanno cercando proprio voi.
3.2 La scelta del dominio
I motori di ricerca assegnano maggiore importanza alla parola chiave che si trova nel nome del dominio, ma non è detto che, oltre al normale nome, non possano essere registrati anche una serie di domini che ne riportano le parole chiave all'interno. A volte non è importante che l'URL del sito sia ricordato, se l'obiettivo è essere in una buona posizione sui motori.
3.3 Le pagine del sito
Cosi come consideriamo importante associare il nome dominio alle parole chiave, consideriamo i nomi delle nostre pagine un importante primo passo verso un buon posizionamento. La corrispondenza tra le parole chiave e i nomi delle pagine, (parolachiave.htm – Parolachiave.asp – parola-chiave.html ecc.) viene comunque presa in considerazione dai motori di ricerca che indicizzano le pagine proprio a partire dal nome del file. L’operazione di nominare gli oggetti contenuti nel vostro spazio web può essere estesa anche alle cartelle, per cui sarebbe meglio avere una cartella chiamata parolachiave piuttosto che images.
3.4 I Tag e i Metatag
Fondamentali del linguaggio HTML. Un computer vede una "Parola" soltanto come una "Parola" senza fare differenze tra grassetto, corsivo, maiuscolo o minuscolo.
Il Tag serve per dire al browser che la "Parola" deve essere in grassetto. Per fare questo dobbiamo aggiungere una sigla davanti alla nostra "Parola". Tutti i tag HTML sono racchiusi in "<" e ">".
I Meta Tag sono Tag particolari, sono stralci di codice html da inserire nelle pagine di un sito per far sì che questo venga registrato dai motori di ricerca nel modo migliore e con le informazioni che noi stessi vogliamo far risaltare.
I Meta Tag indispensabili per una pagina web sono.
<META NAME="Description" CONTENT="Descrizione discorsiva sulla parola chiave">
<META NAME="Keywords" CONTENT="Parole chiave">
<META NAME="Robots" CONTENT="All">
3.4.1 Titolo
Tutte le pagine vanno titolate. I motori di ricerca attribuiscono una grossa importanza al titolo questo rappresenta come nel linguaggio comune la sintesi dei contenuti della nostra pagina, così come il titolo di un libro racconta già parte della storia, il motore di ricerca tende a considerare il valore presente nel Tag <title></title>, titolo appunto, un fondamentale indicatore dei contenuti della pagina.
Un buon <title></title> dovrebbe comprendere la parola chiave, meglio ancora se inizia con la stessa, e non dovrebbe essere troppo lungo per evitare che la nostra keyword perda importanza.
In ultimo la grande maggioranza di motori e directory usa il titolo della pagina per presentare il risultato di una ricerca, quindi il vostro titolo dovrà anche essere in grado di catturare l’attenzione del navigatore che ha effettuato la ricerca.
3.4.2 Keywords
Logicamente nelle nostre pagine non possiamo non inserire il metatag keywords <meta name="keywords" content="le mie parole chiave"> .
Questo metatag viene spesso sopravalutato, pur mantenendo una fondamentale importanza gli abusi perpetuati negli anni passati hanno portato i motori di ricerca ad attribuirgli meno peso (importanza).
Oggi per avere un buon ritorno dal metatag Keywords bisogna inserire solamente quelle parole chiave effettivamente presenti nella pagina. Come per il titolo è bene inserire la parola chiave principale all’inizio e comunque non inserirne troppe, per evitare che la nostra Keyword si perda tra le altre parole. Non c’è particolare differenza se viene utilizzato o meno il separatore “,” (virgola).
3.4.3 Descrizione
La descrizione <meta name="description" content="Descrizione del mio sito"> risulta essere un elemento fondamentale che inciderà sul vostro posizionamento in maniera rilevante. La tendenza imposta da Google sull’importanza dei contenuti generali di una pagina, rispetto alle parole chiave stesse, si esprime proprio nella description, che non dovrà essere omessa, ne troppo corta, ne farcita di parole chiave.
L’importanza della descrizione è legata anche ad un altro aspetto, molti motori e directory usano la description per presentare il risultato di una ricerca.
3.5 Costruzione delle pagine
La costruzione delle nostre pagine dovrebbe seguire delle elementari regole, partendo dal Layout, avendo l’accortezza di utilizzare alcuni tag specifici, commentando in maniera adeguata e inserendo immagini con corrette descrizioni, possiamo puntare ad indicizzare al massimo le nostre pagine.
Resta inteso comunque che la vera differenza la farà la qualità dei contenuti e come questi verranno esposti.
3.5.1 Struttura delle pagine
La struttura (layout), delle pagine del nostro sito deve essere semplice, non dico banale ma sicuramente costruita con i canoni di linearità che i motori di ricerca preferiscono, probabilmente perché rispecchiano meglio criteri di leggibilità tanto raccomandati in fase di progettazione html.
La buona pagina per i motori di ricerca è quella che si presenta con un Titolo in apertura, del testo corposo e dei link a piè di pagina. Una o due immagini possono essere tranquillamente inserite in questa struttura, in testa o fra il testo descrittivo del sito. Questo tipo di layout paga molto al fine del posizionamento sui motori di ricerca, ma forse non rende al meglio dal punto di vista grafico.
Un giusto compromesso, in grado di ovviare anche alla scarsa resa grafica, è sicuramente quello che prevede l’utilizzo di una semplice tabella dove in una cella in testa inseriremo un banner grafico, sotto, in due colonne verranno inseriti, a sinistra il menù e a destra i contenuti della pagina. La struttura può essere chiusa con una cella a piè di pagina dove inserire i riferimenti societari o altri links di rimando.
3.5.2 Menu testuale
Il modo migliore per costruire un menù e quello di linkare le varie pagine del sito con collegamenti testuali, dove per ognuna delle pagine avremo un link che la richiama proponendo già la parola chiave.
Un modo efficace e poco invasivo di utilizzare questa tecnica è quello di riproporre i collegamenti testuali a piè di pagina in una sorta di menù riepilogativo. Questo porterà il doppio vantaggio di aumentare le possibilità di posizionamento e migliorerà la navigabilità del sito.
3.5.3 Commento nel body
Chi ha esperienza di programmazione sa quanto sia importante e significativo un commento nel codice, con questo stesso principio il software del motore di ricerca valuta positivamente un commento contenete la parola chiave che trova nel nostro sito. Personalmente sono solito ripetere, subito dopo il tag body, nel commento le keywords <!--serie di Keywords -->
3.5.4 Tag H1 H2 H3
I Tag H1 H2 H3 rappresentano i diversi livelli di titolo della nostra pagina, e cosa ci può essere di più rappresentativo del titolo <h1>Doorway Page</h1>. Questi tag non vanno assolutamente dimenticati perché sono tra quelli che storicamente pagano di più.
3.5.5 Immagini
Le immagini del nostro sito possono giocare un ruolo importante nell’ottimizzazione delle nostre pagine. Una cosa trascuratissima delle immagini è l’attributo Alt <img src="parolachiave.gif" alt="doorway page" width="600" height="70">, che invece dovrebbe contenere sempre una parola chiave, attenzione a non ripetere la stesa parola chiave per più immagini sulla stessa pagina, perché rischiate di essere penalizzati.
Le immagini della nostra pagina non dovrebbero essere comunque troppe, si ha un buon riscontro se vengono nominate come la parola chiave doowaypage.jpg o doorway-page.gif.
3.6 500-800 parole
Ognuno di noi il giorno che ha deciso di mettere on-line un sito lo ha fatto perché convinto di avere qualcosa da comunicare. Poco importa se vogliamo raccontare il romanzo della nostra vita o vendere accessori per cellulari, il fulcro di tutti i siti web è la comunicazione.
I motori di ricerca cercano di capire cosa vogliamo comunicare e per fare questo passano in rassegna le nostre pagine web, cercando d’interpretarne i contenuti e attribuendo a quello che leggono criteri di coerenza e pertinenza.
Questo è il primo tra tutti i metodi di posizionamento.
Se volete posizionare bene e in modo permanente un sito web non potete prescindere da contenuti importanti, non potete prescindere da pagine che raccontino in modo dettagliato ed esaustivo la vostra parola chiave.
Provate a verificare con qualsiasi risultato, i siti ai primi posti nei motori di ricerca hanno tutti un comune denominatore ed è la qualità dei contenuti. Non dico che non sia possibile posizionare una paginetta ben ottimizzata, ma alla lunga vincono sempre i contenuti, per questo funzionano bene i forum anche se non sempre è possibile ottimizzarli, per questo funzionano bene PDF e documenti Word, anche se non tutti i motori l’indicizzano, per questo c’è chi propone oltre alla realizzazione del sito web la produzione di contenuti .
La regola che vi suggerisco è quella delle 500 parole, il testo presente nella vostra pagina deve contenere non meno di 500 parole, questo limite sembra rappresenti per i motori di ricerca un primo importante indicatore della qualità dei contenuti della pagina e quindi dell’intero sito web.
3.6.1 Densità delle parole chiave
All’interno del nostro ricco testo dobbiamo comunque tenere in buon conto le nostre parole chiave. La densità (keyword relevance) è il numero di volte in cui la parola chiave compare nella pagina. Se, per esempio, una pagina ha una sola parola nel testo (“bambino”), la densità sarebbe del 100%. Se invece il testo fosse: Un "bambino di Milano sta giocando a calcio con un amico", la densità è del 20%, poiché nella pagina il rapporto è di 1/5. Teoricamente una pagina con densità del 100% ha un buon posizionamento. Nella realtà, invece, bisogna stare attenti a non esagerare per non incorrere in problemi di spamming.
Possiamo dire che, utilizzare una "keyword relevance" con valori molto alti, 70-100%, può portare addirittura all'esclusione dai motori, e che la rilevanza giusta in una pagina non dovrebbe superare il 10% su un testo con oltre 500 parole.

4. Tecniche avanzate di posizionamento
Sono sufficienti queste tecniche di posizionamento per apparire primo sui motori di ricerca?
Molto dipende da cosa vogliamo posizionare, spesso pochi accorgimenti sulle pagine web sono sufficienti a dare buoni risultati, in altri casi le nostre parole chiave sono particolarmente ambite, oppure hanno più significati e allora tutto si fa difficile. In questi casi si applicano tecniche più sofisticate.
Un motore di ricerca non è altro che un software che analizza soprattutto i contenuti testuali delle pagine. Al motore di ricerca non interessa un sito dalla grafica particolarmente accattivante, con un grande impatto scenografico, anzi, a volte questi elementi disturbano il motore, basti pensare all'utilizzo esagerato della tecnologia in Flash di Macromedia. La cosa veramente importante per il Motore di ricerca sono i contenuti.
Per far convergere le tre componenti di un sito di successo contenuti, rappresentazione grafica e posizionamento possiamo ricorrere a tecniche ricercate o trucchi al limite del lecito.
4.1 Analisi della concorrenza
L'analisi della concorrenza permette di conoscere i principali competitor e le attività che essi svolgono on-line.
L’attività principale dell'analisi della concorrenza è raccogliere informazioni particolareggiate sulle azioni pubblicitare e commerciali svolte in rete dai concorrenti, quindi si effettuerà:
punto elenco Identificazione dei competitor (a partire dalle keywords pensate per noi)
punto elenco Analisi dettagliata dei siti individuati come competitor
punto elenco Verifica delle strategie adottate dai competitor ( keywords, tecniche di posizionamento, stima degli accessi).
punto elenco Analisi delle nostre aree di criticità rispetto ai competitor.
punto elenco Analisi ed implementazione della strategia di posizionamento (scelta definitiva delle Keywords e delle tecniche di posizionamento, advertising).
L'analisi della concorrenza permette la raccolta di informazioni fondamentali nella pianificazione delle strategie di posizionamento sui motori di ricerca. Dopo la verifica dei concorrenti posso decidere come competere con la concorrenza, se vale la pena scontrarsi o se non sia meglio cambiare parola chiave. Posso anche verificare come contrastare un competitor utilizzando una strategia simile alla sua oppure completamente diversa qualora non la ritenessi efficace.
4.2 Motori di ricerca e link
Ai motori, non c'è dubbio, piacciono le pagine con molti link, soprattutto perché come policy privilegiano le pagine che trovano attraverso i link su altri siti.
La Link popularity è il numero di hyperlinks che puntano al nostro sito web. È spesso usato anche come termine per indicare il PageRank di Google. I motori di ricerca hanno assunto che se molti siti web ne stanno linkando un altro, quel sito deve essere più rappresentativo degli altri e merita una buona posizione (ranking). Questo è facilmente immaginabile, i webmaster tendono, giustamente, a legare al proprio sito web altri siti di buona qualità non certo di scarsa.
Attualmente i Links presenti su altri siti web rappresentano per la maggior parte dei motori di ricerca un fattore di grande importanza per assegnare un alto ranking alle nostre parole chiave, quasi tutti i motori di ricerca stanno legando i loro risultati alla Link popularity generata dal sito web.
Una delle chiavi strategiche per aumentare la nostra link popularity è senza dubbio la stipula di accordi di scambio link con altri siti, dello stesso argomento o meno, abbiamo poi a disposizione molte risorse in rete che ci permettono di usufruire di servizi di scambio link, ma attenzione, non è solo la quantità dei collegamenti al sito, ma la qualità di quei collegamenti a fare la differenza. Sicuramente i motori di ricerca danno preferenza a quei link che appaiono introdotti in un contesto discorsivo ed omogeneo rispetto ai contenuti del sito, è per questo senza dubbio più qualificante se i collegamenti di ritorno parlano dello stesso argomento. Un buon link può essere più importante di cento Links di scarsa rilevanza.
Secondo alcuni, i motori di ricerca più avanzati, come Google, penalizzano lo scambio link, considerandolo un trucco per aumentare il page rank. Personalmente non ho trovato discapito in tecniche di questo tipo. Cito la guida di Goolgle:
Page Rank in dettaglio. Basato sullo specifico carattere "democratico" del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un "voto" espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine "importanti" hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere "importanti" anche le pagine collegate.
La toolbar di Google permette di conoscere il PageRank di un sito web indicando un valore compreso tra 0 e 10. Il PageRank di Google valuta i siti web, i Links e la qualità dei collegamenti che puntano al sito web. Il PageRank è una parte fondamentale della procedura di posizionamento nel motore di ricerca Google.
Altre valutazioni arrivano anche da Alexa, società del gruppo Amazon.com, che offre una serie di servizi ai webmaster, tra cui una valutazione dei siti attraverso Alexa Traffic Rankings, secondo Alexa si possono ottenere buoni risultati con la presenza negl’indici delle Web Directory (Yahoo e DMoz). Essere presenti su DMoz significa essere potenzialmente presenti su tutti i siti che utilizzano il suo database Open Directory Project.
4.3 Doorway page
sarebbe una buona soluzione in aggiunta a tutti gli accorgimenti da intraprendere nella realizzazione di un sito web.
In pratica una Doorway page non è altro che una pagina html ottimizzata al massimo per il posizionamento sui motori di ricerca di una o più parole chiave che caratterizzano il nostro sito.
Una Doorway page è una pagina che effettua il reindirizzamento automatico verso il nostro sito o comunque verso un'altra pagina. La pagina, fortemente ottimizzata, ha buone possibilità di posizionarsi sui motori di ricerca e quindi catturare visitatori, questi, visitando il risultato del motore di ricerca finiranno nella Doorway page e verranno dopo alcuni secondi reindirizzati verso il sito principale.
I motori di ricerca non gradiscono i redirect automatici ad altre pagine.
Seppure i motori di ricerca, indicizzano le Doorway page ne sconsigliano l’utilizzo. Il gioco funziona perché gli spiders dei motori di ricerca vedono la Doorway page come una normale pagina html e prendendo i link e il testo contenuto all'interno di essa come buono. In realtà sarebbe facile implementare il software degli spiders affinché riconoscano un reindirizzamento, basti pensare al TAG <meta http-equiv=refresh content="3; url=pagina.htm">, che serve proprio per reindirizzare una pagina e che viene bannato normalmente da tutti i motori di ricerca. Non si capisce bene il perché ma spesso questo non avviene o i motori di ricerca, sempre attenti ai trucchi delle SEO, fanno finta di non accorgersene pur proclamando la penalizzazione di queste pratiche.
Qualcuno azzarda anche l’ipotesi che preferiscano comunque indicizzarle per aumentare la portata dei loro database.
L’utilizzo che si può fare delle Doorway page è vario.
Normalmente si usa la tecnica delle Doorway page per siti dalla spiccate caratteristiche grafiche, dove l’ottimizzazione ai fini del posizionamento sui motori di ricerca va in conflitto con la costruzione grafica, un esempio su tutti e quello dei siti realizzati interamente con Macromedia Flash il cui posizionamento risulta alquanto complicato. In questi casi l’utilizzo di Doorway page aiuta ad aggirare l’ostacolo.
L’utilizzo di Doorway page viene attuato anche per inserire una serie di link ad altri siti o ad altre pagine con lo scopo di aumentarne la popolarità (es. Google rank). L'uso di questa tecnica può portare ad ottimi risultati, ma la sua pratica non è da considerasi molto corretta.
Non create Doorway page per catturare visitatori che poi porterete verso un sito che tratta un tema non coerente alle parole chiave. In questo caso il rischio che si corre non è quello di essere bannati dai motori di ricerca, ma dai visitatori stessi. Sullo stesso piano è da considerasi l’utilizzo di Doorway page che non rimandano direttamente all’oggetto della ricerca ma magari indirizzano l’utente verso promozioni o semplicemente alla home page da cui il visitatore è costretto a ricercare la strada verso i suoi interessi.
Non catturate visitatori in cerca di "suonerie" per fargli vedere "celle frigorifere", ottimizzate la Doorway page per "celle frigorifere" e portate l'utente nella pagina che parla di celle frigorifere.

Come posso fare per creare le mie Doorway page ?
Per creare una Doorway page ci sono vari metodi, quello consigliabile è di creare un file .js esterno.
Nella Doorway page va inserito il codice che richiama lo script:
<SCRIPT language="JavaScript" src="FileDP.js"></SCRIPT>
Bisognerà poi creare con blocco note un file al cui interno inserire:
('location.href="http://www.miosito.com/"',0);
infine il file creato andrà rinominato:
FileDP.js
Molti siti mettono a disposizione risorse gratuite per la creazione di Doorway page una la potete trovare a questo indirizzo:
http://www.web06.it/free-resources.asp
Un buon metodo per imparare e quello di vedere come altri hanno realizzato la loro Doorway page, per visualizzarla puoi disabilitare il js del tuo browser, o fare "salva oggetto con nome" direttamente sul link che manda alla Doorway page utilizzando il tasto destro del mouse.
La Doorway page è uno strumento potente che può fare la fortuna di un sito, ma non bisogna abusarne, come detto tutti motori di ricerca ne deplorano l’utilizzo e bannano i siti che ne fanno uso.
4.4 Cloaking
Anche il cloaking come la doorway page è una tecnica di reindirizzamento automatico, la differenza sta nel fatto che ad essere reindirizzato è solo lo spider del motore di ricerca. Praticamente questa tecnica prima verifica se l'utente è un motore di ricerca, poi decide quale pagina mostrare, se arriva lo spider si mostra la nostra pagina ottimizzata con una perfetta struttura testo e parole chiave mirate, altrimenti si mostra la pagina studiata per i visitatori.
Il cloaking viene usato negli stessi casi delle doorway page, quando cioè la grafica del nostro sito non ci permette molte ottimizzazioni, o quando la pagina ha forte incidenza di programmazione e i contenuti sarebbero troppo diluiti nel codice prodotto.
Come nel caso delle doorway page la tecnica del cloaking è considerata illecita e qualcuno che è in grado di riconoscerla può segnalarla ai motori di ricerca come spam. Nelle pagine di Google esiste un‘area dove segnalare gli abusi WebMaster Spam Report, logicamente non tutte le segnalazioni anno un seguito, ma si dovesse essere segnalati un certo numero di volte possiamo considerarci bannati.
Per applicare la tecnica del cloaking è necessario uno script che riconosca l'User-Agent e/o l'ip dei motori di ricerca, quindi incrociare le due cose.
Per una lista dei nomi degli spider http://fantomaster.com/
Per una lista di indirizzi IP conosciuti http://www.spiderhunter.com/
Inutile dire che la lista va tenuta costantemente aggiornata.
4.5 Pagine di apertura
Le pagine di apertura, presentano maggiori contenuti delle "doorway page" e sono utilizzate principalmente per enfatizzare ai motori di ricerca i contenuti che i navigatori possono trovare visitando il sito, o più semplicemente possono aiutare i siti con un buoni contenuti ad essere posizionati prima di quelli i cui contenuti risultano scarsi o arrangiati.
Pur essendo le pagine di apertura meglio considerate delle doorway page, restano comunque soggette agli stessi rischi, sostanzialmente perchè il motore di ricerca può scambiarla proprio per una doorway.
Il rischio si riduce al minimo se, come abbiamo detto, i contenuti della pagina sono buoni e le parole del testo descrittivo superano le 500.
Con un testo sufficientemente ricco è possibile aumentare il numero di parole chiave presenti nella pagina ed ottenere un buon "keyword frequency" e una più semplice gestione della "keyword relevance", ( percentuale di parole chiave rispetto al numero delle parole contenute nella pagina), che ancora oggi è una delle migliori armi per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca.
Se proprio vogliamo parlare di rischi per le pagine di apertura così come presentate, quello che si corre davvero è che le parole chiave vengano eccessivamente "diluite" nei nostri contenuti. Sono estremamente frequenti casi di pagine con due righe di testo e la sola ottimizzazione dei meta tag che riescono ad ottenere comunque posizionamenti eccellenti.
La cosa è possibile per la "keyword relevance". Una pagina dove vogliamo posizionare "ristorante centro storico" e in cui appare come testo contenuto solo:
"Ristorante nel centro storico in questa esclusiva cornice si trova il ristorante "Cantina del Vecchio”.
potrebbe posizionarsi molto meglio di:
"Ristorante nel centro storico di Roma in questa esclusiva cornice, in Via dei Coronari, l'antica strada degli antiquari, e a pochi passi da Piazza Navona, è ubicato il ristorante wine bar “Cantina del Vecchio”……………
…………..essendo il ristorante nel centro storico può sfruttare la sala, con una capienza massima di 65 posti, per eventi musicali jazz o blues dove la live music la fa da padrona.
Un piacevolissimo wine bar accoppiato al ristorante nel centro storico, si propone anche come punto d'incontro per la prima serata, un angolo accogliente per chi gradisce un bicchiere di buon vino, un cocktail speciale o una flute di bollicine. ……………"
Nel primo caso è possibile un immediato buon posizionamento, perchè la parola chiave rappresenta quasi il 40% del testo. Nel secondo caso anche essendo più frequente la parola chiave, la percentuale d'incidenza sul resto dei contenuti è più scarsa rischiando di compromettere il posizionamento.
Allora è meglio non perdersi in descrizioni lunghe?
Non è proprio così.
Intanto come detto i motori di ricerca premiano anche l'elevato numero di parole, come indice appunto, di contenuti importanti, poi è chiaro a tutti che i motori sono alla continua ricerca dell'algoritmo migliore, ed è quindi probabile che i "trucchi" prima o poi vengano penalizzati, mentre la descrizione contestualizzata di una pagina di apertura, se pure molto ottimizzata per le nostre parole chiave, rappresenta comunque fedelmente i contenuti del sito.
L'esperienza ci insegna che una pagina ottimizzata, con contenuti fortemente contestualizzati, forse non paga a breve termine, ma assicura un successo duraturo.
4.6 Mini Siti - Jumpy Site
Dopo aver esaminato le Doorway pages e le pagine di apertura, viene naturale prendere in considerazione l’opportunità di creare dei mini siti o jumpy site.
Il mini sito può rappresentare una scelta strategicamente molto valida, non dimentichiamo che il posizionamento sui motori di ricerca ha lo scopo di portare visitatori al nostro sito, e un jumpy site serve proprio a questo.
Si realizza un piccolo sito puntando fortemente, e in maniera quasi esclusiva, su uno degli argomenti trattati sul sito principale. Il sito jumpy, così come le pagine di apertura, sarà ottimizzato al massimo per i motori di ricerca e punterà fortemente sui contenuti. Logicamente il mini sito sponsorizzerà in maniera più o meno evidente il nostro sito web ufficiale.
Si possono realizzare jumpy site anche su argomenti d’interesse generale o affine al nostro target, lo scopo è quello di creare un rapporto di fiducia e credibilità con l’utente tanto da portarlo ai prodotti o servizi del nostro sito web.
4.7 Localizzazione
Infine, è importante la traduzione nelle diverse lingue in cui l'azienda vuole proporre nuovi prodotti e quindi acquisire nuovi clienti. Anche questo fattore, e le relative tecniche utilizzate è fondamentale. Infatti, se si fa la traduzione di un sito Internet in inglese sperando che qualche anglosassone ci metta piede per caso, si è lontani dalla realtà.

5. Cosa non fare per posizionarsi sui motori di ricerca
Abbiamo dato una panoramica di quello che bisogna fare per apparire sui motori di ricerca, è altrettanto importante segnalare cosa non fare per posizionarsi sui motori di ricerca.
5.1 Parole chiave che non abbiano attinenza
Non ottimizzate i vostri siti web con parole chiave molto cercate ma di nessuna attinenza con il vostro sito.
È inutile e dannoso tentare di recuperare qualche accesso tentando di sfruttare parole come sesso o amore, incontri on-line, tutto gratis, free resource. Il sistema presenta due inconvenienti facilmente intuibili, il primo è legato al marketing, l’accesso che vi siete procurato in questo modo non è di qualità, se cerco sesso su internet cosa vi fa pensare che capitando sul vostro sito decida improvvisamente di acquistare televisori al plasma, o che semplicemente decida di salvarvi tra i preferiti?
L’altro motivo e di carattere tecnico, a meno che non decidiate di creare una doorway page o applicare la tecnica del cloaking risulta difficile ottimizzare la pagina per il posizionamento sui motori di ricerca senza utilizzare del testo esplicito nei contenuti. Non ultimo posizionare bene una pagina con la parola chiave “sesso” è sicuramente più difficile che posizionare “televisori al plasma”.
5.2 Testi, keyword e link invisibili
Forse il più banale dei trucchi è quello di scrivere il testo farcito di parole chiave con lo stesso colore del fondo della pagina. L’occhio umano difficilmente può notarlo, ma il robots del motore di ricerca legge direttamente il codice HTML ed è in grado di leggere tutto il testo contenuto nel sito web.
No fatelo questa tecnica viene facilmente individuata e il rischio è quello di essere bannati.
Se dovete proprio aggiungere del testo per i motori di ricerca usate i commenti, ma anche in questo caso non potete esagerare.
5.3 Ripetizione di parole chiave
Come per i testi invisibili le parole o frasi ripetute non funzionano molto. I robot sono sempre più intelligenti e sempre meglio capiscono ed interpretano il contesto. La ripetizione o una sequenza di parole chiave senza senso verrebbe riconosciuta facilmente per quello che è.
5.4 Doorway page - refresh
In generale sconsigliamo l’utilizzo delle doorway pages in ogni caso non è si deve usare il Tag refresh <meta http-equiv=refresh content="3; url=pagina.htm">, che viene facilmente individuato e fortemente penalizzato dai motori di ricerca.
5.5 NoFrames - NoScript
Per i siti web che fanno uso di FRAME, è stato ideato il Tag NOFRAMES, per mostrare in versione testuale i contenuti del sito web <NOFRAMES>Testo del Sito.</NOFRAMES>a quei browser che non possiedono il supporto FRAME o che hanno temporaneamente disabilitato tale caratteristica.
Stesso discorso per il Tag NOSCRIPT <NOSCRIPT>Testo visibile solo ai browser che non supportano il linguaggio indicato in un precedente tag SCRIPT.</NOSCRIPT>,viene usato per i contenuti alternativi del Tag SCRIPT in quei browser che non supportano il linguaggio
Si potrebbe essere tentati di caricare questi Tag di parole chiave, ma vale la stessa regola del testo contenuto, il robot potrebbe riconoscere il “non senso” e penalizzare il vostro sito.
5.6 Mai più di una volta
Non usate mai sulle vostre pagine la stessa tecnica per più di una volta. Se avete inserito un commento all’inizio del body con le parole chiave non riutilizzate lo stesso sistema a fine pagina. Non usate all’interno della stessa pagina più immagini nominate con la parola chiave e con lo stesso Alt.
Insomma qualsiasi tecnica voi usiate all’interno di una pagina web non riusatela per la stessa parola chiave.
5.7 Flash
La tecnologia Flash ha rivoluzionato il modo di presentare i siti sul web. Non c’è dubbio che un sito che in apertura presenta una bella animazione Flash attira di più di uno che apre con la semplice descrizione dei contenuti.
Questa tecnologia ha negl’anni passati sbaragliato tutti i concorrenti e si è posta come riferimento per le animazioni sul web se non addirittura come editor principale. Il problema, si è scoperto in seguito, era legato all’indicizzazione delle pagine sui motori di ricerca. Una pagina web realizzata in flash non permetteva ai motori di ricerca di leggere il suo contenuto e di conseguenza poteva recare danno all’intero sito.
Ho usato il passato perché sembra che google cominci ad leggere dentro i file swf (estensione dei file di Flash), e di conseguenza ad indicizzarne i contenuti.
Ne parleremo quando i tempi saranno maturi, per adesso sconsigliamo l’utilizzo della sola tecnologia flash per la realizzazione di un sito web. In alternativa usate i file swf all’interno di codice html o realizzate per il vostro sito una pagina di apertura o addirittura una doorway.
Comunque tenete presente che pur essendo le pagine Flash di notevole impatto e quindi gradevoli la stragrande maggioranza dei navigatori accede ad internet in cerca d’informazioni, guarda i siti in maniera superficiale e se non trova subito quello che cerca passa oltre.
5.8 Layer
Creando un layer nascosto è possibile aggiungere parole chiave alla nostra pagina web senza intaccarne l’aspetto il Tag <div id="keywords" style="position:absolute; width:300px; height:200px; z-index:1; left: 1000px; top: -1000px; visibility: hidden;"> </div>, permetterà sicuramente ai motori di ricerca di leggere il testo, non sarà invece possibile per il visitatore.
Questa tecnica è suggerita per i siti in flash o comunque per quei siti dove non si vuole rovinare l’impatto grafico.
È comunque una tecnica pericolosa si rischia di essere bannati.

6. Il posizionamento sui motori di ricerca in 10 semplici regole
È impossibile immaginare delle regole per qualcosa che è in costante movimento e i cui segreti vengono gelosamente custoditi, ma mi sembrava comunque buono offrire una sorta di breviario del posizionamento sui motori di ricerca.
punto elenco Parole chiave
La scelta della parole chiave deve essere attenta e ben ragionata, identificate con precisione la ricerca che farà il vostro utente tipo, tralasciate le parole/frasi troppo generiche.
punto elenco Concorrenti
L’analisi della concorrenza è una delle tecniche fondamentali del Marketing, nel posizionamento sui motori di ricerca ci può aiutare ad evitare errori grossolani o ad individuare una strategia vincente.
punto elenco Dominio
Il nome della vostra società è il nome dominio più semplice da scegliere. La scelta di un dominio facile da ricordare e che identifichi la vostra attività è una scelta intelligente. Un consulente acuto troverà un nome dominio coincidente con la parola chiave. Il massimo resta comunque prenderli tutti, tra redirect, doorway page, siti jumpy troverete comunque il modo di farli fruttare.
punto elenco Struttura Pagine HTML
Valutate attentamente la struttura delle vostre pagine web, meglio se utilizzate un layout semplice, un sito particolarmente bello ma strutturato male non necessariamente porterà nuovi visitatori, un sito con posizionamento sui motori di ricerca si.
punto elenco Tag e Metatag
Non potete avere un buon posizionamento sui motori di ricerca un se non conoscete ed applicate le regole dell’HTML. I Metatag Keywords, Decription e Robots; I Tag H1, H2, H3; I Tag di Commento e gli attributi dei vari oggetti.
punto elenco Contenuti
Potete ottimizzare quanto volete le vostre pagine, l’unica garanzia di risultato viene dai contenuti. I contenuti vi garantiscono un buon rapporto testo / parole chiave e quindi aumenteranno le vostre chances di posizionamento, ma soprattutto vi garantiscono che chi arriva sul vostro sito vi si soffermerà almeno per capire come lavorate.
punto elenco Cosa non fare
Quello che non va fatto spesso è più importante di ciò che va fatto. Evitate tecnologie non riconosciute dai motori di ricerca (Flash, Frames ecc..). Non usate tecniche che nascondono le parole chiave al visitatore, (Caratteri piccoli, colore su colore, layer). Evitate tecnologie al limite del lecito (Doorwaypagers, cloaking ..). Evitate elenchi infiniti di parole chiave, meglio se scrivete poche righe ma sensate. Non usate mai sulle vostre pagine più di una volta la stessa tecnica per parola chiave.
punto elenco Links
Google ha rivoluzionato il sistema di ranking delle ricerche sul web, è quindi fondamentale essere linkati (citati) da altri siti, più link esisteranno verso il nostro sito, più questo verrà considerato importante, più importanti saranno i siti che ci linkano, più sarà considerato autorevole il nostro sito. Cominciate dal registrarvi sulle directory, cercate circuiti di scambi link, cercate scambi diretti.
punto elenco Monitoraggio
Monitorate costantemente l’andamento del vostro sito, imparate a leggere le statistiche, numero di visitatori, pagine più visitate, parole chiave ricercate. Ci sono inoltre software che permettono di verificare il vostro posizionamento sui motori di ricerca, con grossa accuratezza per più parole chiave o competitor, offrendo reports di posizionamento, trend e criticità.
punto elenco Correttezza
Siate corretti, intanto perché paga sempre e si vive meglio, poi perché a fare i furbi rischiate di essere bannati. Se il sito che posizionate non ha contenuti durerà comunque poco, potrete generare un po’ più di traffico ma non acquisterete certo clienti.
Invece di sprecare tempo a pensare come fregare un motore di ricerca, potreste scrivere una guida sul settore che volete posizionare magari sotto Licenza per Documentazione Libera GNU come questa, rendereste un servizio alla comunità e al vostro sito.
Posizionare un sito sui motori di ricerca è un’attività con un alto profilo tecnico che prevede competenze di programmazione, di marketing e una consolidata esperienza sul web, non è un gioco a chi è più furbo. Io ho descritto in queste pagine tecniche che spesso vengono considerate scorrette, siccome nessuna di queste tecniche è considerata illegale chi vi può impedire di usarle, io stesso le ho usate e le uso, evito semplicemente di abusarne, evito di fare spam, evito di vendere posizionamento sui motori di ricerca garantito.

7. Conclusioni
Arrivati alla conclusione di queste poche pagine potete decidere, se continuare ad avere un sito visibile o invisibile.
Spero, con questo piccolo manuale, di aver chiarito i vostri dubbi sull'argomento. L'obiettivo è prima di tutto far capire come funzionano i motori e il lavoro di posizionamento su di essi.
Naturalmente queste pagine non sono esaustive dell’argomento perché ciò è impossibile e richiederebbe un aggiornamento “ogni giorno ed ogni ora” di questo sito. Quando si parla di search engines (motori di ricerca), le idee non sono spesso chiare perché le cose cambiano tanto velocemente da rendere difficile l'aggiornamento ad horas.
Ho anche deciso di mettere questo documento sotto licenza GNU in modo che chiunque possa utilizzarlo e distribuirlo nei termini della licenza, che vi consiglio di leggere. Vi prego di contattarmi se avete dei dubbi o se qualcosa in questa guida non è chiara, in modo da renderla per quanto è possibile più semplice e più adatta alle esigenze di chi vuole solamente capire qualcosa sul funzionamento della visibilità motori di ricerca.
Alla fine il titolare di un sito deve chiedersi: "Qual’è l'utilità o l'obiettivo del mio sito?"
Serve solamente da vetrina... una semplice brochure;
Serve per acquisire nuovi clienti e nuovi mercati;
Se la risposta è la prima, non credo che tu sia arrivato fino qui a leggere tutte queste pagine; se la risposta è la seconda, forse ti conviene salvare queste pagine e riflettere un attimo.

8. Appendici
Per offrire un quadro completo sono state inserite delle appendici, che permettano una lettura più approfondita dei contenuti web marketing trattati.
8.1 Internet in Italia
I dati “quantitativi” sull’internet in Italia, basati sul hostcount e confrontati con quelli di altri paesi, si trovano nelle analisi europea e internazionale. Qui ci sono dati sulle caratteristiche e sul comportamento delle persone che si collegano alla rete in Italia (e in un supplemento alcuni confronti con altri paesi dell’Unione Europea)
Analisi aggiornate al 30 ottobre 2005 (i dati più recenti sono di settembre)
Alcune annotazioni sulla rilevanza dei dati
In tutte le ricerche “demoscopiche” ci sono problemi di interpretazione e di significatività dei dati, che non derivano solo dalla validità statistica del “campione” ma anche (spesso in misura più rilevante) dal modo in cui è condotta la ricerca. Un fatto noto a chi ha esperienza di ricerche è che «fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi l’oceano», come osservato dal presidente di un grande istituto di ricerca. Cioè c’è una differenza, che può essere più o meno grande, fra ciò che le persone dicono di fare e ciò che effettivamente fanno. Non si tratta di intenzionali bugie. Ci possono essere vari modi di interpretare una domanda, e quindi di rispondere; soprattutto c’è una notevole differenza fra le percezioni (ciò che una persona crede, o vuol credere, di fare) e i comportamenti reali. Il risultato è che i dati di ricerca possono essere inferiori alla realtà quando si tratta di comportamenti che la persona intervistata considera in modo negativo – e spesso sono esagerati quando si tratta di attività che si considerano doverose o desiderabili.
Nel caso di un argomento di cui si è parlato molto, che per anni è stato “di moda”, e di cui molti hanno voluto dissertare avendone scarsa esperienza, come l’internet, c’è spesso un fattore di esagerazione (il “dire” è più del “fare”) che è difficile misurare. Si notano spesso forti differenze, sullo stesso parametro, fra ricerche diverse. Questo non è sorprendente e dipende dalle metodologie. Il fattore di esagerazione è tanto più forte quanto meno approfondita è la tecnica di intervista e quanto meno precisi sono i controlli. Per esempio le ricerche telefoniche danno abitualmente risultati più “gonfiati” di quelle svolte con interviste personali.
Perciò è ragionevole supporre che i dati sul numero di “utenti” internet siano quasi sempre sbagliati “per eccesso” – anche se, con la crescita dell’esperienza e l’aumento delle quantità il fattore di errore tende a diminuire.
Ci possono essere fattori di errore anche nelle analisi all’interno del totale (per categorie di persone e attività) – per esempio è probabile che gli “utenti” più esperti diano risposte meno imprecise. Ma “a grandi linee” la suddivisione proporzionale in categorie è più credibile e significativa delle “cifre assolute”. Possono essere significative anche le variazioni nel tempo, a condizione che la “fonte” sia la stessa e la metodologia di indagine non sia cambiata.
Chi usa l’internet in Italia
I dati sul numero di “utenti” dell’internet, in tutto il mondo, sono imprecisi, poco attendibili e quasi sempre esagerati. Ma sembra credibile che il numero di persone online in Italia si possa collocare (secondo diversi criteri di frequenza d’uso) fra i 10 e i 16 milioni. Con una tendenza a crescere che da parecchi anni, e in particolare dal 1998, è continua nel tempo – ma dal 2001 è rallentata.
Come sempre... ci sono stime discordanti. Tuttavia è interessante notare che le differenze sono meno accentuate oggi di quanto fossero qualche anno fa. Questo può dipendere dal fatto che i metodi di ricerca sono migliorati con l’esperienza, ma è anche dovuto alla maggiore diffusione della rete – quindi non solo a una base statistica più ampia ma anche a una migliore capacità delle persone di definire il proprio comportamento.
Sono abbastanza vicine fra loro le rilevazioni di alcune fra le fonti più attendibili: un po’ più di 14 milioni di persone collegate “almeno una volta al mese” in base ai dati disponibili nei primi nove mesi del 2005. Una valutazione “allargata” a un uso meno frequente può arrivare a quasi 16 milioni. Non hanno credibilità né significato alcune stime, incautamente diffuse, che arrivano a cifre balzane come 20 o 24 milioni. (Non è irrealistico affermare che più di venti milioni di persone in Italia “possono disporre” di un collegamento all’internet – ma, come vedremo più avanti, ciò non significa che lo usino).
Più rilevante dei “numeri assoluti” è l’analisi per categorie demografiche. Da tre o quattro anni la situazione è sostanzialmente cambiata. L’internet in Italia non è ancora “per tutti” ma non è più “per pochi” – e c’è una tendenza non sempre veloce, ma solida e durevole, a un uso sempre più diffuso della rete.
Ma l’evoluzione non è costante né omogenea. Per esempio nel 2001 (non solo in Italia) c’è stato un rallentamento – nel 2002- 2003 si sono rilevati periodi di stasi, o anche di diminuzione, dei collegamenti alla rete, che non sono sempre riconducibili alle abituali oscillazioni stagionali. Sembra che dalla seconda metà del 2003 ci sia una nuova fase di crescita, ma meno veloce che nel 1998-2000.
Le analisi di Eurisko mi sembrano particolarmente rilevanti, anche perché permettono un confronto diretto con i dati della stessa fonte pubblicati su questo sito sei anni fa – e con una serie storica che ho avuto la possibilità di seguire regolarmente nel tempo. Brevi riassunti della situazione in anni recenti sono stati pubblicati nella rubrica Il mercante in rete nel febbraio 2002, febbraio 2004 e luglio 2005.
Secondo i dati rilevati da questo istituto nel 2005 il numero totale di persone che accedono alla rete in Italia, anche occasionalmente, sarebbe salito a quasi 16 milioni, che si riducono a meno di 15 se si escludono gli accessi in situazioni esterne, come corsi di formazione, presso amici, in biblioteca o “bar” – e a poco più di 10 se si considerano le persone che dicono di collegarsi “almeno una volta alla settimana”. Sono fra i 4 e i 5 milioni le persone che dicono di usare l’internet tutti i giorni.
Il numero totale di “utenti dal lavoro, da casa o da scuola” nel settembre 2005 è aumentato del 13 % rispetto al settembre 2004.
Come vedremo più avanti, continua ad aumentare il numero di persone che hanno un computer in casa, e anche la disponibilità di collegamenti alla rete, ma non cresce nella stessa proporzione il numero di “utenti” dell’internet.
Indicazioni analoghe risultano da altre fonti. Per esempio secondo la più recente ricerca del Censis (dati 2005) il 36 % degli italiani dai 14 anni in su dice di usare l’internet e il 20 % di farlo “almeno due o tre volte alla settimana” – con un notevole aumento rispetto a 20 % in totale e 12 % uso “abituale” nel 2001.
Tutte le ricerche smentiscono le ipotesi, imperversanti qualche anno fa, sull’uso dei telefoni cellulari o di collegamenti con un televisore come “via di entrata” all’internet. Sono poche le persone che si collegano alla rete con un cellulare (e per nessuno quella è stata la via iniziale o è oggi lo strumento preferenziale di accesso). Sono numeri irrilevanti (statisticamente nulli) quelli riferiti a collegamenti con un televisore (o con una consolle di videogioco).
Eurisko ritiene che il “potenziale di sviluppo” sia poco oltre i 26 milioni di persone (e che quindi l’attuale “penetrazione” sia circa il 50 %). Ma, se questa è un’ipotesi ragionevole nelle prospettive attuali di utilizzo della rete, la situazione nei prossimi anni potrebbe essere diversa – in base a evoluzioni delle risorse disponibili e dei modi di utilizzo che è difficile prevedere. L’andamento dell’internet in generale, e particolarmente nei paesi più evoluti, indica che siamo lontani da un’ipotetica “soglia di saturazione”.
Se la tendenza continuasse con il ritmo che si è rilevato in periodi recenti si potrebbe arrivare a un raddoppio in cinque anni. Ma i fattori in gioco sono molti e complessi. Potrebbero esserci nuovi e imprevedibili rallentamenti – mentre un “salto di qualità” nei contenuti e dei servizi, e la diffusione di una più seria e concreta cultura della rete, potrebbero innescare sviluppi capaci di andare molto oltre le dimensioni oggi prevedibili.
Intanto la crescita continua, anche se ha avuto alcune fasi di rallentamento, come vediamo in questo grafico che riassume l’evoluzione, su base semestrale, dal dicembre 1997 al giugno 2005.
“Utenti” internet in Italia 1997-2005
Numeri in migliaia

graphic
I dati su cui si basa questo grafico sono un po’ diversi da quelli della stessa fonte che vedremo più avanti. In questo caso la definizione di “utente” è molto estesa. Si riferisce a persone che “dicono di essersi collegate almeno una volta negli ultimi tre mesi”.
Si nota una forte differenza fra l’uso “domestico” e quello “dal lavoro”. In passato la rete in Italia si era sviluppata soprattutto negli uffici (fino al 1998 anche l’uso “da scuola” era superiore a quello “da casa”). Dall’inizio del 2000 si è esteso di più nelle famiglie – ma sembra che da due anni sia in atto una tendenza diversa, con una nuova crescita dei collegamenti dal’ufficio.
L’uso della rete dal luogo di lavoro, dopo una lunga stasi, sembrava avere una leggera ripresa nel primo semestre del 2002, poi risultava ancora stazionario, mentre si è rilevato un nuovo sviluppo a partire dalla seconda metà del 2003. Sembrava che nel 2004 ci fosse un rallentamento nell’uso “domestico”, ma in una prospettiva più estesa si conferma la continuità di crescita.
Anche in fasi di apparente staticità l’evoluzione continua. I dati complessivi sono la “somma algebrica” di tendenze contrastanti: alcuni iniziano o aumentano la loro attività online, mentre altri la interrompono o la riducono. Che sia lenta o veloce la crescita totale, il quadro è sempre in continuo cambiamento.
Comunque è evidente che non c’è e non c’è mai stata alcuna “crisi dell’internet”. La natura confusa e bizzarra delle più diffuse informazioni e commenti sulla rete è stata ed è un motivo di perplessità e confusione. Promesse esagerate portano a inevitavili delusioni. E ci sono altre cause di disorientamento. Eccessiva enfasi su rischi e pericoli. Continue contraddizioni fra entusiasmi esagerati e altrettanto ingiustificati piagnistei. Frequenti esaltazioni di soluzioni tecniche mirabolanti che per la maggior parte delle persone sono inutili o fastidiose. L’assurda insistenza sul falso concetto che per usare l’internet siano necessari computer complessi e costosi o collegamenti ad alta velocità e perciò spese inutilmente elevate. Eccetera...
Le furibonde campagne promozionali delle compagnie telefoniche e dei provider internet per vendere “connessioni veloci” (con l’appoggio di insensati incentivi pubblici) hanno avuto un notevole, quanto immeritato, successo. Il numero di persone in Italia che usano connessioni adsl è più che raddoppiato in un anno – da 3,2 milioni nel settembre 2004 a 6,7 milioni nel settembre 2005. Il totale (comprese adsl, isdn e fibra ottica) supera i 7 milioni – il 43 % delle persone che hanno un collegamento all’internet. Sulla reale utilità della “banda larga” è ragionevole avere molti dubbi (vedi Le malefatte della bandalarga). Comunque quasi sei persone su dieci che dispongono di un collegamento continuano a usare una “linea telefonica normale”.
Il grafico che segue indica linee di tendenza basate sulle rilevazioni di Eurisko dal gennaio 2001 al settembre 2005. I dati si riferiscono a “utenti” relativamente “abituali” (cioè persone che dicono di essersi collegate all’internet “almeno una volta negli ultimi 7 giorni”).
“Utenti” internet in Italia gennaio 2001 – settembre 2005
Numeri in migliaia
graphic

Nonostante le oscillazioni (non solo stagionali) si conferma una tendenza in crescita. Per la prima volta nell’aprile 2005 il numero totale di persone che dicono di essersi collegate “negli ultimi sette giorni” ha superato i dieci milioni. Una scarsa ripresa in settembre, dopo l’abituale declino stagionale, potrebbe non essere significativa. Si tratterà di capire, nei periodi seguenti, come si evolve la situazione. È probabile che una linea di tendenza rilevante non si possa individuare prima di ottobre o novembre.
L’uso della rete dal luogo di lavoro, dopo alcune diminuzioni e una lunga fase statica, sembra in ripresa dall’autunno 2003. I dati da marzo a giugno 2005 segnano un “massimo storico”, che supera del 21 % il precedente livello più alto (maggio 2004).
Nel settembre 2005 rispetto a un anno prima, in base a questo criterio, la crescita dei collegamenti è del 20 % da casa e 13 % dal luogo di lavoro. Ma, nel periodo precedente alla fase estiva, quest’anno (come l’anno scorso) c’è stato un aumento maggiore negli uffici che nell’uso “domestico”.
Si conferma, comunque, che continua a crescere la diffusione della rete in Italia – con uno sviluppo meno veloce che nel periodo 1998- 2000, ma tendenzialmente rilevante nel medio-lungo periodo.
Se osserviamo la tendenza, nel periodo più recente, in base alla stessa fonte, ma secondo un concetto più esteso di “utenti” (persone che dicono di essersi collegate “almeno una volta negli ultimi 30 giorni”) questo è l’andamento dal giugno 2004 al settembre 2005.
“Utenti” internet in Italia giugno 2004 – settembre 2005
Numeri in migliaia
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L’evoluzione è un po’ diversa da quella dell’uso “frequente”, con minori oscillazioni stagionali. Da questo punto di vista sembra che nel settembre 2005 ci sia un aumento, rispetto al settembre 2004, del 13 % nei collegamenti dal luogo di lavoro e del 16 % da casa. L’uso da scuola appare invariato in settembre rispetto a un anno prima, ma si rilevava una crescita prima dell’estate. Il totale complessivo è cresciuto del 13 %.
Un quadro diverso risulta da un’altra fonte. Secondo Nielsen NetRatings questo sarebbe l’andamento dall’aprile 2004 all’agosto 2005.
“Utenti” internet in Italia aprile 2004 – agosto 2005
Numeri in migliaia
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(La progressione poco dinamica è dovuta al fatto che i dati non si riferiscono al singolo mese, ma a una “media ponderata”).
In questo caso la definizione di “utenti” è molto estesa e il metodo di rilevazione tende a sopravvalutare le quantità (perciò l’attendibilità dei dati è discutibile). In base a questa ricerca si era rilevato uno sviluppo notevole dal settembre 2003 al gennaio 2004, mentre sembra che l’andamento sia meno dinamico nei periodi successivi. Tuttavia la crescita c’è – e non si può definire “lenta”. Secondo questa fonte l’aumento in un anno (prima della diminuzione stagionale – cioè dal giugno 2004 al giugno 2005) è dell’11 % in totale, del 9 % nell’uso “domestico”.
Dalla stessa fonte risulta una situazione di scarsa crescita nel resto dell’Europa. Vediamo, per esempio, un confronto fra i cinque paesi europei con il maggior numero di persone online – dal secondo trimestre 2003 alla fine del 2004.
“Utenti” internet in cinque paesi 2003 – 2004
Percentuali sulla popolazione (dati trimestrali)
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(L’evoluzione relativamente “piatta” è dovuta al fatto che i dati non si riferiscono al singolo trimestre, ma a una “media ponderata”).
I dati, anche in questo caso, sono sopravvalutati per una definizione molto estesa di “utente”. In un quadro che appare generalmente statico, è curioso il cambiamento in Italia (secondo questa fonte) fra il terzo trimestre 2003 e il primo 2004. Anche da altre fonti si rileva un recente sviluppo in Francia. (Finora non sono disponibili aggiornamenti per il 2005).
Continuano a esserci, anche su scala internazionale, valutazioni poco attendibili per quanto riguarda il numero di persone che usano l’intenret. Per esempio circolano da dieci anni affermazioni a proposito di “un miliardo di persone” collegate nel mondo, quando solo oggi le valutazioni più esagerate si avvicinano ai 900 milioni (una stima più realistica è fra 500 e 600). Vedi Un po’ di storia di dieci anni. È vero che la situazione è molto cambiata rispetto al passato, ma nove decimi dell’umanità sono ancora esclusi dall’uso della rete.
Pur con la necessaria prudenza, può essere interessante vedere qualche altro confronto della situazione italiana con alcuni dati internazionali.
Il prossimo grafico, per esempio, mostra l’evoluzione, secondo Nielsen NetRatings, del numero di famiglie con accesso all’internet negli ultimi cinque anni nei cinque più “grandi” paesi dell’Europa occidentale.
Abitazioni con accesso all’internet in 5 paesi europei 2000- 2004
Percentuali sul totale household
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(La progressione è a distanza semestrale dal quarto trimestre 2000 al quarto 2004)
La valutazione dei dati relativi (nonostante le perplessità sui valori numerici) ci dice che l’Italia si è avvicinata al livello della Gran Bretagna e della Germania. È interessante confrontare questo andamento con un grafico riguardante gli stessi cinque paesi che si trova nell’analisi dei dati europei. Non solo in Italia, ma anche negli altri paesi, l’attività online (come misurata dai dati di hostcount) cresce più velocemente del numero di persone che dispongono di un accesso all’internet.
Per quanto riguarda il numero di “utenti”, secondo la stessa fonte, questa è la situazione in nove paesi alla fine del 2004.
“Utenti” internet in 9 paesi
Percentuali sulla popolazione
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La parte bianca delle barre indica le persone che hanno la disponibilità di una connessione, ma non l’hanno mai usata.
Poiché questa fonte considera “utente” anche chi fa un uso molto sporadico della rete, qui è sottovalutata la quota di persone che “possono disporre” di un collegamento, ma non lo usano (come vedremo più avanti, la percentuale è notevolmente più alta).
Se esaminiamo gli stessi dati “in cifra assoluta” (vedi allegato) notiamo che l’Italia è al terzo posto in Europa per numero totale di persone online (e fra i primi dieci paesi nel mondo).
Da un ’altra fonte (vedi l’analisi internazionale) questa risulta essere la densità rispetto alla popolazione nei primi 20 paesi del mondo per numero totale di persone online.
“Utenti” internet in 20 paesi
Percentuali sulla popolazione
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Va ricordato, anche in questo caso, che i numeri sono “sovrastimati”. Una valutazione realistica è fra la metà e due terzi
Da altre fonti la posizione dell’Italia risulta meno evoluta. Per esempio un comunicato diffuso da Eurostat (il servizio statistico dell’Unione Europea) il 13 maggio 2005 presenta una serie di dati riguardanti il primo trimestre del 2004. Non sono chiariti i motivi per cui mancano i dati di sette paesi (fra cui il Belgio, la Francia, l’Irlanda e l’Olanda) mentre ci sono per tre che non fanno parte dell’Unione (Islanda, Norvegia e Turchia).
“Utenti” internet per 100 abitanti in 21 paesi (di cui 18 nell’Unione Europea)
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La media dell’Unione Europea si basa sui 18 paesi (su 25) per cui ci sono dati disponibili in questa ricerca. Per altri dati dalla stessa fonte vedi Unione Europea
La situazione dell’Italia appare più arretrata di ciò che risulta da altre fonti – in generale, e ancor più fra le donne. In due paesi (Finlandia ed Estonia) secondo questo studio si sarebbe raggiunta la parità. (Vedremo più avanti un’analisi sulle donne online in Italia).
Per evitare un ingombro eccessivo alcuni altri dati di confronto internazionale sono stati spostati in un allegato.
In Italia, come in altri paesi, c’è un ampio spazio potenziale ancora inutilizzato – anche in termini di risorse tecniche che le famiglie (e gli uffici) hanno ma non usano. Il fatto è confermato da diverse fonti.
Circa metà delle persone in Italia che usano abitualmente un computer ha altrettanta “confidenza” con l’internet. Anche questo dato conferma che ampi spazi di possibile diffusione della rete dipendono da fattori umani e culturali più che dalle risorse e competenze tecniche.
Vediamo un aggiornamento di questa situazione in base ai dati Eurisko fino all’inizio del 2005.
Uso dell’internet da casa
Migliaia di persone
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La parte rossa delle barre indica il cambiamento in un anno (dalla fine del 2003 all’inizio del 2005)
Rimane alto il numero delle persone che hanno un personal computer ma non un collegamento alla rete, come di quelle che hanno un collegamento ma non lo usano. Meno di metà delle persone che hanno un computer in casa si collega, sia pure occasionalmente, all’internet. Il 57 % delle persone che hanno un collegamento alla rete lo usa “almeno una volta al mese” e il 43 % “almeno una volta alla settimana”.
Può essere interessante vedere come si è evoluta la situazione negli ultimi sette anni.
Uso dell’internet da casa 1998-2004
Migliaia di persone
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Le definizioni “PC in casa” e “collegamento all’internet ” non significano numero di macchine o di collegamenti installati, ma numero di persone che hanno in casa. un computer o un collegamento alla rete
La diffusione di personal computer nelle case ha avuto una crescita costante, con un andamento quasi “lineare”, fino a quando nel 2004 si è registrato un rallentamento di tutti i valori (probabilmente dovuto al malessere generale). La percentuale di computer provvisti di un collegamento all’internet è aumentata velocemente dal 12 % nel 1998 al 62 % nel 2001, ma poi è rallentata – sembra che si stia “assestando” un po’ sopra il 70 %. Il numero di persone che dispongono di un collegamento, ma non lo usano, è continuamente aumentato dal 2001 al 2004.
I grafici che seguono sono basati sul rapporto semestrale di Eurisko del marzo 2005 (dati aggiornati fino a gennaio). In base a questi criteri non ci sono cambiamenti molto rilevanti rispetto al 2003.
Vediamo la situazione per grandi aree geografiche. Si tratta di un quadro che da tre o quattro anni rimane quasi invariato.
“Utenti” internet per grandi aree geografiche
Percentuali
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La situazione risulta cambiata rispetto a cinque o sei anni fa, ma rimane ancora una maggiore concentrazione nel’Italia settentrionale. I dati del 2004-2005 confermano che si sta consolidando uno stato di equilibrio nelle regioni centrali – mentre nell’Italia meridionale e insulare, dopo un rilevante miglioramento tre o quattro anni fa, ora la situazione sembra stazionaria.
La differenza fra il nord e il resto del paese è un po’ più accentuata nell’uso “frequente” della rete, ma non con un distacco molto rilevante.
Poichè l’evoluzione di queste tendenze non segna grandi cambiamenti in periodi brevi, nel grafico che segue il confronto è con sei anni prima.
Naturalmente in questo grafico, come in quelli analoghi che seguono più avanti, occorre tener conto del fatto che il numero di persone online sei anni fa era meno della metà di quello di oggi. In “cifra assoluta” tutte le categorie sono aumentate.
“Utenti” internet per grandi aree geografiche 1999-2005
Percentuali
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È evidente una progressiva tendenza verso un maggiore equilibrio, che però non si realizza in “tempi brevi”.
Negli anni scorsi l’uso della rete dal luogo di lavoro appariva più concentrato nell’Italia settentrionale, mentre l’uso da casa era relativamente più diffuso nel centro-sud. Ma ora sembra che queste differenze si stiano attenuando fino a diventare poco rilevanti.
Il prossimo grafico riguarda la suddivisione per grandezza di centri.
“Utenti” internet per grandezza di centri
Percentuali
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Negli anni scorsi le differenze si erano molto attenuate, ma nell’utimo periodo sembra che si manifesti di nuovo uno squilibro a favore dei centri più grandi. Comunque, ormai da parecchio tempo, non c’è più una concentrazione dominante nelle grandi aree urbane. L’uso della rete è distribuito su tutto il territorio. Il quadro non cambia se si considera l’uso “frequente” della rete. L’uso dal lavoro è, ovviamente, un po’ più concentrato nei “grandi centri”, ma anche da questo punto di vista le differenze si sono molto attenuate.
Vediamo, anche in questo caso, un confronto con sei anni prima.
“Utenti” internet per grandezza di centri 1999-2005
Percentuali – numeri di abitanti in migliaia
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Rispetto al 1999 si è attenuato il predominio delle città – e l’uso della rete è notevolmente aumentato nei centri “medi” e “piccoli”.
Ci sono ancora forti differenze in base all’età.
“Utenti” internet per età
Percentuali
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C’era stato, a partire dal 2000-2001, un afflusso di giovani (che prima erano assai meno presenti). Ma (com’era prevedibile) è in parte effimero e non si consolida nel tempo. Fra le persone che rimangono attive in rete sta di nuovo aumentando la presenza di adulti.
Secondo questa analisi il segmento tradizionalmente più forte (25- 44 anni) sarebbe ora poco più della metà delle persone online. Una fascia più estesa di adulti, dai 25 ai 54 anni, è il 65 % del totale (87 % nel caso dei collegamenti dal luogo di lavoro).
Rimane ancora molto debole la diffusione della rete fra gli anziani, ma si cominciano a notare piccoli segni di miglioramento (naturalmente non è facile capire quanto ciò dipenda dall’afflusso di persone anziane che decidono di collegarsi o dall’invecchiamento di chi era già in rete anni fa – ma, anche se non numerose, ci sono persone con più di settant’anni che imparano per la prima volta a usare l’internet e dimostrano di saperlo fare con abilità non inferiore a quella dei giovani).
Anche in questo caso si notano alcune differenze fra l’uso “domestico” e quello “dal lavoro”.
“Utenti” internet per età
Percentuali
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Mentre i giovani si collegano più spesso da casa, l’uso dal luogo di lavoro è prevalentemente di persone “adulte”. Nell’uso “da scuola” sono ovviamente meno numerose, ma non assenti, le persone di età post-scolastica (probabilmente questo è dovuto alla partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento – oltre che alla presenza di insegnanti).
Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea ci sono alcuni confronti internazionali in base all’età.
L’analisi per “titolo di studio”.conferma le tendenze già rilevate negli anni scorsi.
“Utenti” internet per livello scolastico
Percentuali
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Un notevole cambiamento era avvenuto fra il 1998 e il 1999, con una maggiore  diffusione della rete nei livelli “medi”. Ma in periodi più recenti sembra che la situazione si stia stabilizzando. Da un anno o due non si rilevano cambiamenti significativi. Due terzi delle persone online (il 72 % nel caso dell’uso “frequente”) hanno un livello scolastico medio-superiore o universitario.
Vediamo un confronto fra il 1999 e il 2005.
“Utenti” internet per livello scolastico 1999-2005
Percentuali
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C’è stato un allargamento, ma rimane la concentrazione verso i livelli scolastici più alti. (I dati più recenti tengono conto della “laurea breve” e perciò non sono totalmente confrontabili a quelli del 1999).
Le differenze fra l’uso domestico e quello dal luogo di lavoro sono facilmente spiegabili.
“Utenti” internet per livello scolastico
Percentuali
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Le persone con un livello educativo più basso svolgono più spesso attività di lavoro in cui non è necessario o rilevante l’uso della rete. Inoltre l’uso “domestico” è diffuso fra i giovani che non hanno ancora completato il loro percorso scolastico.
Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea ci sono alcuni confronti internazionali in base al livello scolastico.
Un quadro analogo risulta dall’analisi in base al reddito.
“Utenti” internet in base al reddito
Percentuali
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I dati del 2004 non indicano variazioni sigificative rispetto al 2003. Ma nel medio- lungo periodo la situazione tende a equilibrarsi. Ormai non c’è più un distacco rilevante nella penetrazione della rete fra i livelli “medi” e “alti”. Benché anche questa differenza si sia attentuata, si nota ancora un uso più frequente dell’internet nelle fasce di reddito più alto.
Anche in questo caso vediamo un confronto fra il 1999 e il 2005.
“Utenti” internet in base al reddito
Percentuali
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È aumentata la diffusione nei redditi “medi”.
Queste sono le differenze fra l’uso da casa e dal lavoro.
“Utenti” internet in base al reddito
Percentuali
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Come per il livello scolastico, è comprensibile una maggiore concentrazione nel redditi più alti dell’uso della rete dal luogo di lavoro.
Vediamo ora l’analisi per professione o attività.
“Utenti” internet per tipo di attività
Percentuali
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Non ci sono novità significative nel 2003-2004, ma si conferma un allargamento nell’uso della rete a categorie più ampie, con una notevole diffusione fra gli impiegati e gli insegnanti.
Non si rileva un’ulteriore crescita nella categoria “studenti” dopo gli aumenti registrati negli anni precedenti. La forte presenza di studenti online, mentre non aumentano i collegamenti “da scuola”, si spiega con la maggiore diffusione delle “utenze domestiche”, particolarmente fra i giovani. Ma è un sintomo di usi della rete che poco hanno a che fare con lo studio e con l’approfondimento culturale.
Le differenze fra l’uso da casa e dal’ufficio sono ovvie, con un maggior uso della rete per motivi di lavoro da parte di imprenditori, dirigenti, professionisti, impiegati.e insegnanti. Non si rileva alcuno sviluppo nella presenza online delle “casalinghe”.
Un altro dato interessante è la conoscenza dell’inglese.
Conoscenza dell’inglese
Percentuali
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Con l’allargamento a categorie culturali ed economiche più ampie è ovvio che diminuisca la percentuale di persone online che pensano di “sapere bene” l’inglese (ma non si rileva una diminuzione di quelle che dicono di capirlo “così così”). Comunque la conoscenza della lingua internazionale rimane molto più alta fra gli “utenti” dell’internet che nella popolazione in generale.
Intanto è molto aumentata la disponibilità di materiale in italiano nell’internet (vedi dati internazionali).
Continua a crescere la presenza delle donne in rete.
% di donne in rete
(Percentuale sul totale “utenti internet” in ciascuna categoria)
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Alla fine del 2003 le donne risultavano essere il 41 % delle persone che si collegano all’internet in Italia. Un anno più tardi sembra che (per la prima volta) la percentuale non sia aumentata. Mentre in periodi precedenti si era rilevato un 50 % di donne fra le “nuove” persone online, ora sembra che siano il 46 % (che, comunque, non è un livello “basso”, specialmente se confrontato alla situazione di alcuni anni fa). Nell’uso “frequente” (ultimi sette giorni) la presenza femminile è un po’ più bassa (39 %) – anche in questo caso invariata rispetto al 2003. Evoluzioni come questa sono valutabili solo su periodi più lunghi. È probabile che la tendenza continui ad avvicinarsi alla “parità”.
La percentuale di donne online è in continuo aumento anche in altri paesi – come abbiamo visto in un grafico riguardante l’Unione Europea nella parte iniziale di questa analisi. La tendenza si conferma nei paesi più evoluti anche fuori dall’Europa – per esempio negli Stati Uniti – ed è probabile che gli sviluppi internazionali contribuiscano a un’ulteriore evoluzione in Italia.
Tre o quattro anni fa sembrava che in Italia fosse più alta la percentuale di donne fra le persone che si collegano dal posto di lavoro; poi è aumentato l’uso dell’internet da casa – e ora sembra che la situazione sia vicina all’equilibrio. La quota relativamente elevata (46 %) dell’uso femminile da scuola è probabilmente dovuta più alle insegnanti che alle alunne.
In un allegato si trovano alcune analisi della presenza online di uomini e donne secondo i vari parametri demografici. Si tratta di dati del 2002, ma non ci sono cambiamenti sostanziali negli anni seguenti. Vedi anche La rete è femmina.
Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea ci sono alcuni confronti internazionali sulla presenza di uomini e donne in rete.
Il prossimo grafico mostra come si suddividono le persone oggi collegate all’internet in Italia per “anzianità” nell’uso della rete.
Quando hanno cominciato a collegarsi
Percentuali sul totale di “utenti internet”
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Il dato non definisce numero di persone che erano collegate, ma il livello di “anzianità” di quelle oggi online. Non è la stessa cosa, perché c’è (e c’è sempre stato) un numero rilevante di persone che cominciano a usare la rete, ma poi, presto o tardi, la abbandonano.
Con il rallentamento della crescita, ovviamente, diminuisce la percentuale di persone “nuove”. Se (un po’ arbitrariamente) considerassimo “esperte” le persone che sono online da tre o più anni... dovremmo constatare che non sono una minoranza, ma tre quarti del totale.
Sta diminuendo la percentuale di persone “inesperte” – e comunque non è molto ragionevole pensare che i “nuovi utenti” siano impreparati e facilmente manipolabili. Molte persone imparano in fretta (specialmente quelle che usano l’internet più spesso). Oltre l’80 % dei nuovi arrivati dice di basarsi, per orientarsi nella rete, soprattutto sull’esperienza di persone che sono da più tempo online.
Ci sono differenze, abbastanza ovvie, di “anzianità” fra chi usa l’internet da casa e chi si collega dal luogo di lavoro.
Quando hanno cominciato a collegarsi
Percentuali sul totale in ciascuna categoria
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L’uso dal lavoro era prevalente fino al 1999. Poi (come abbiamo visto nei grafici all’inizio di questa analisi) è cresciuto di più l’uso da casa – e nel 2002-2004 sembra che la situazione si stia equilibrando. Due terzi delle persone che usano la rete per lavoro hanno quattro o più anni di esperienza.
Il prossimo grafico riguarda la diffusione dei sistemi e delle risorse di informazione e di comunicazione in Italia nel 2005 rispetto al 2001 secondo un nuovo studio del Censis. Questi dati si basano sul rapporto preliminare presentato il 27 ottobre 2005. Analisi più approfondite saranno probabilmente disponibili nel primo trimestre 2006.
Uso di risorse di informazione e comunicazione in Italia
Percentuali su totale popolazione
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La parte più scura delle barre rappresenta l’uso “abituale”. In questo studio la definizione è “penalizzante” per risorse di disponibilità meno frequente come i settimanali e i mensili.
Tutte le risorse sono in crescita, meno i quotidiani e i periodici, in declino da dieci anni. Perfino l’onnipresente televisione sembra avere un leggero aumento. Sembra esserci una recente crescita nella lettura “occasionale” dei libri.
L’ aumento più forte, come ampiamente noto, è nell’uso “frequente” del telefono cellulare. Ma come totale la crescita percentuale più elevata (+ 78 %) è quella dell’internet.
Anche questo studio conferma che l’internet ha una presenza ancora modesta, ma non più “marginale”, nel patrimonio di informazione e comunicazione degli italiani. Conferma inoltre che l’uso della rete non è sostitutivo, ma convive con l’utilizzo di altri strumenti. Le persone attive online sono quelle che leggono di più e usano più spesso altre risorse. C’è una forte divisione fra i “meno abbienti” di informazione e comunicazione (la cui risorsa dominante è la televisione) e chi ha un ambito culturale “più ricco” con una gamma estesa di strumenti. (Vedi Il paradosso dell’abbondanza).
Nell’indice della sezione dati si trovano alcune analisi basate su diversi studi del Censis
Tutte le analisi confermano che l’uso dell’internet non sostituisce alcuno degli altri mezzi di informazione e di comunicazione. Ne può, in parte, diminuire la frequenza e la durata. Secondo questa ricerca del Censis (confermata anche da altre fonti) il tempo è sottratto di più alla televisione – e comunque l’influenza percepita della rete sull’uso di altre risorse è in diminuzione.
“Da quando uso l’internet uso meno...”
Percentuali
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Le risposte a una domanda come questa riflettono più spesso percezioni soggettive che comportamenti reali. Ma l’esperienza conferma che l’uso dell’internet sostituisce raramente (e diminuisce poco) la lettura dei libri e della stampa quotidiana e periodica.
Ritorniamo alla situazione generale degli strumenti di informazione e comunicazione. Secondo la stessa fonte, questo è un confronto fra uomini e donne nel 2005 per l’uso “frequente”.
Uso “abituale” di risorse di informazione e comunicazione in Italia
Per genere - Percentuali sul totale in ciascuna categoria
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Come già osservato, in questo grafico e nei due seguenti la definizione “abituale” è “penalizzante” per risorse di disponibilità meno frequente come i settimanali e i mensili.
Non è una novità che “in media” le donne leggano più libri, ma meno quotidiani, degli uomini. C’è ancora una differenza rilevante nel caso dell’internet, ma è in diminuzione: nel 2005 rispetto al 2001 la presenza femminile nell’uso “abituale” della rete è aumentata del 124 %, quella maschile del 57 %.
Vediamo ora la stessa situazione in base al livello scolastico. I dati finora disponibili dividono il totale solo in due categorie: persone “più istruite” (diploma e laurea) e “meno istruite” (licenza elementare e media).
Uso “abituale” di risorse di informazione e comunicazione in Italia
Per livello scolastico - Percentuali sul totale in ciascuna categoria
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Con una sola e ovvia eccezione, quella televisiva, tutti gli strumenti sono più usati ai livelli più alti di istruzione. Nel caso dell’internet sembra che la differenza si stia accentuando: rispetto al 2001 l’aumento fra i “più istruiti” è del 90 %, mentre è il 66 % fra i “meno istruiti”. Questo sembra in contrasto con quanto rilevato da altre analisi (allargamento ai livelli “medi”) ma occorre ricordare che si tratta di uso “frequente” e che in questa analisi il livello “medio inferiore” è accomunato con quello elementare, in cui l’uso della rete è quasi assente.
Un altro confronto, basato sulla stessa fonte, distingue tre livelli di età: “giovani” (dai 14 ai 29 anni), “adulti” (30-64) e “anziani” (65 e oltre).
Uso “abituale” di risorse di informazione e comunicazione in Italia
Per età - Percentuali sul totale in ciascuna categoria
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È credibile che fra i giovani la frequenza d’uso del telefono cellulare abbia superato (per la prima volta nel 2005) quella della televisione. Mentre è diminuita, rispetto al 2001, la lettura “non occasionale” di libri nelle età inferiori ai 65 anni. La lettura di quotidiani e periodici è diminuita in tutte le categorie. L’internet cresce rispetto al 2001 a tutte le età, ma di più fra gli adulti (+ 96 %) e fra i giovani (+ 90 %) che fra gli anziani (+ 40 %) la cui presenza in rete rimane scarsa (specialmente ai livelli di istruzione meno elevati) come confermato anche da altri studi.
Ancora una volta l’analisi dei dati disponibili dimostra che l’evoluzione della rete è in continua e reale crescita – ma non con un “moto uniformemente accelerato”. Ci sono rallentamenti, oscillazioni e discontinuità determinate dal quadro culturale e dalle scelte e dal comportamento delle persone. L’Italia ormai è entrata nel mondo delle reti, non più con un nucleo relativamente piccolo di persone particolarmente interessate, ma con una diffusione in strati sociali e culturali sempre più ampi. Anche se a livelli ancora modesti rispetto a quelli dei paesi più avanzati.
graphic       Da "Pensieri sulla rete e sulla comunicazione" http://www.gandalf.it/dati/dati3.htm
8.2 Analisi dei dati di traffico
L'importanza dell'analisi dei dati di traffico sul Web   
I navigatori quando si muovono in rete lasciano tracce.
Fino a pochi anni fa anche le aziende più illuminate avevano difficoltà a capire come far fruttare un sito web, oggi grazie all'esplodere di strumenti di advertising e tecniche di posizionamento sui motori di ricerca, le cose stanno cambiando. Tutti cercano di rendere più visibile il proprio sito e la propria attività, di conseguenza l'analizzare i dati è un'occupazione importante per migliorare la presenza e il business in internet.
I dati che l'utente lascia al suo passaggio sono utili infatti per analizzare il target o conoscere meglio i propri utenti.
L'analisi dei dati ci permette di capire, tra le altre cose, i percorsi di navigazione degli utenti, dalla pagina d'entrata a quella di uscita. Possiamo capire i tempi di permanenza nelle pagine e di conseguenza la validità dell'utilizzo di tecniche che dovrebbero guidare un potenziale cliente su pagine specifiche, o l'utilità/inutilità delle famose pagine di apertura.
Allo stesso modo possiamo testare la validità di landing page e capire se effettivamente aumentano i tassi di conversione misurati sulle pagine obiettivo, contenenti ad esempio un form, un modulo d'acquisto, un'iscrizione ad una newsletter, etc.
I software specifici per tale attività sono tanti. Tra i noti e gratuiti sicuramente vale la pena citare AWStats (log file), Shinystat (tramite codice javascript nelle pagine).
Altri software permettono di ottimizzare gli investimenti nell' advertising online.
I software di web analisys permettono di monitorare con un unico cruscotto le campagne di Web advertising e misurarne i rientri. Se il nostro obiettivo è il ROI, l'analisi dei dati è fondamentale.
Esempio di software specifici per tale attività: IndexTool, Clicktracks, Google Analisys ex Urchin (gratuito).
Per migliorare i risultati in termini di obiettivi raggiunti (nuovi clienti, nuovi iscritti , maggior numero di ordini) occorre non solo aumentare il traffico al sito web di possibili utenti interessati, ma migliorare i "tassi di conversione" intervenendo sul sito web e modificando contenuti, struttura, offerte, linguaggio comunicativo.
Posso capire cosa vendere grazie ad esempio all'analisi delle pagine prodotto o servizio più o meno visitate, alla ricerca che fanno determinati utenti nei motori di ricerca, al rapporto impression/click generato dalle campagne Pay per click.
Sono molti i software che fanno quest'attività anche se con diversi gradi di profondità.
L'interpretazione dei dati di tali software richiede una certa pazienza ed esperienza, soprattutto per i software che permettono analisi profonde. Non è semplice scegliere quello più adatto alla nostra azienda. La scelta del software deve avvenire dopo aver identificato le esigenze del progetto e degli obiettivi che si vogliono "monitorare". L'utilizzo eventuale del supporto di un consulente per l'analisi e l'interpretazione di tali dati permette di riuscire anche a dare agli stessi una "dimensione" e un valore più concreto, perchè il buon consulente riesce anche a misurarli rispetto ai dati di mercato, accessi di concorrenti simili, accessi possibili, dati previsionali di accesso offerti dalle search engine company.
Prima o poi durante la vita del vostro sito dovrete misurarvi con i dati di traffico, perchè ben presto non vi sarà più sufficiente il semplice contatore di visite.
Farlo con il supporto di strumenti e persone capaci vi darà sicuramente un importante vantaggio strategico.
8.3 I siti più visitati
La classifica dei 100 siti italiani più visitati secondo Alexa.
Alexa calcola i rankings di traffico analizzando l'utilizzo del web di milioni di utenti della
Toolbar Alexa. Le informazioni raccolte anonimamente, vengono contate e computate, fino a ottenere i rankings di traffico indicati nel servizio di Alexa. Il processo è relativamente complesso, ma se volete saperne di più potete visitare About the Alexa Traffic Rankings
1.  Google
Versione italiana del popolare motore e directory. Utilizza inoltre i dati di ODP.
www.google.it 
2.  Virgilio.it
Portale TIN
www.virgilio.it
3.  Libero.it
Portale Wind
www.libero.it 
4.  Ebay
Community di compravendita per effettuare transazioni online senza intermediari. Offre la possibilità di accedere a oltre 20 categorie di prodotti, con varie opzioni per una ricerca facilitata.
www.ebay.it 
5.  Itrack.it
www.itrack.it 
6.  La Repubblica
Oltre alle notizie destinate all'edicola, contiene anche articoli realizzati appositamente per l'edizione digitale. Aggiornamento 24 ore su 24.
www.repubblica.it 
7.  Il Corriere della Sera
Il sito offre la consultazione delle notizie principali e un forum di discussione al quale è possibile partecipare liberamente.
www.corriere.it 
8.  MSN.it
Informazioni sui prodotti Microsoft, accesso Hotmail, canali tematici, comunità, chat e messanger. Il sito offre la possibilità di personalizzare i contenuti.
www.msn.it 
9.  Tiscali.it
www.tiscali.it 
10.  ViaMichelin
An online route planning service for Western Europe that provides the driver with interactive maps, driving directions and information on services featured near a user's travel route or address.
www.viamichelin.com - Site info
11.  Supereva.com
www.supereva.com - Site info
12.  Altervista.org
www.altervista.org - Site info
13.  Mediaset.it
www.mediaset.it - Site info
14.  Pagine Bianche
Servizio di ricerca di numeri telefonici, CAP e prefissi.
www.paginebianche.it - Site info
15.  Gazzetta dello Sport
Sito liberamente consultabile con informazioni ampie su tutti gli sport; è presente anche una sezione forum e sondaggi per esprimere le proprie opinioni.
www.gazzetta.it - Site info
16.  RAI
The official broadcasting agency of the Italian government.
www.rai.it - Site info
17.  Aruba S.p.A.
[Soci] Fornisce servizi di registrazione domini, hosting e connettività. Presenta l'azienda, le offerte, dispone di forum per l'assistenza tecnica e listino dei prezzi.
www.aruba.it - Site info
18.  Kataweb
Il portale del Gruppo Espresso. Da Kataweb si può entrare gratis in rete e raggiungere tutti i siti del network: da Repubblica.it al motore di ricerca Katalogo, dallo sport alla musica ai webcast alla borsa in tempo reale. Inoltre sms, giochi, news.
www.kataweb.it - Site info
19.  190.it
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20.  Leonardo.it
www.leonardo.it - Site info
21.  Tim - Telecom Italia Mobile
Presenta tutte le novità, i servizi e le informazioni per usare al meglio il telefonino.
www.tim.it - Site info
22.  Pagine Gialle:
Yellow Pages for Italy. Provides search on company names and categories.
www.paginegialle.it - Site info
23.  Trenitalia
Präsenz der italienischen Eisenbahn Ferrovie dello Stato. Mit Informationen zum Unternehmen, den Zügen und den Schiffen. Reiseangebote und der Fahrplan stehen bereit. Fahrkarten können online gebucht werden.
www.trenitalia.it - Site info
24.  Poste Italiane
Il sito ufficiale presenta il profilo aziendale, comunicati stampa, le tariffe ed i servizi offerti da una rete di oltre 14.000 uffici su tutto il territorio nazionale.
www.poste.it - Site info
25.  Excite Italia
Uno dei motori di ricerca più utilizzati in Italia.
www.excite.it - Site info
26.  Lycos Italia
Lycos homepage for Italy. Search the web, check e-mail, chat, and send SMS messages from this site.
www.lycos.it - Site info
27.  Html Point
Portale italiano totalmente dedicato al linguaggio Html e al web publishing. Documentazione, novita, forum e possibilita di scaricare script e immagini.
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28.  Ansa
La principale agenzia di stampa italiana. Flash e articoli sull'attualità, notizie continuamente aggiornate e archivio. Notiziari in italiano, inglese e spagnolo, sul Giubileo e su Internet.
www.ansa.it - Site info
29.  Register.it
Registrazione domini italiani, europei e internazionali di primo e secondo livello. Offerta di servizi hosting.
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30.  Tuttogratis
Portale dedicato alle risorse e servizi gratuiti in rete.
www.tuttogratis.it - Site info
31.  Jekoo Search
Enables users to search the Web.
www.jekoo.com - Site info
32.  Il Sole 24 Ore
Edizione interattiva del celebre giornale di Confindustria.
www.ilsole24ore.com - Site info
33.  PubliWeb
Web Community del divertimento. Magazine di musica,cinema,telefonia,gossip e televisione. Il luogo giusto per confrontarsi e conoscersi. Ogni giorno tantissimi spunti per la navigazione.
www.publiweb.com
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34.  Expedia.it
Portale che consente la ricerca e prenotazione di hotel e case per vacanze nelle principali località del mondo.
www.expedia.it - Site info
35.  Google.com.ly
www.google.com.ly - Site info
36.  Internet Bookshop Italia
Presenta amplissimi cataloghi di titoli in italiano e in inglese, videocassette e Dvd, giochi elettronici, Cd musicali, remainders, con sezioni tematiche, recensioni, consigli e commenti, offerte e sconti. Spedizioni in tutto il mondo, pagamenti con carta di credito o contrassegno.
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37.  ForumFree.net
Permette di creare forum in lingua italiana in poco tempo, con la possibilità di personalizzazione della grafica e delle sue funzioni.
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38.  Wetrack.it
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39.  Fastwebnet.it
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40.  Giorgiotave.it
www.giorgiotave.it - Site info
41.  ShinyStat
Real-time measurement and detailed web site traffic analysis. A free counter is also available.
www.shynistat.it - Site info
42.  Meetic.it
www.meetic.it - Site info
43.  Caltanet
Permette l'accesso gratuito a internet e la personalizzazione delle pagine.
www.caltanet.it - Site info
44.  Inter
Official club site including news, roster and message board. [Italian/English]
www.inter.it - Site info
45.  Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Nel sito istituzionale sono presenti varie sezioni dedicate agli studenti, con informazioni su eventi, concorsi e attività in genere del mondo scolastico.
www.istruzione.it - Site info
46.  Quattroruote
La rivista della Editoriale Domus online. Articoli, foto, prove, tecnica, sport, auto classiche, modellismo.
www.quattroruote.it - Site info
47.  Punto informatico
Notiziario su Internet: tutto ciò che si dice sulla Rete, con particolare attenzione alle notizie italiane.
www.punto-informatico.it - Site info
48.  Trenitalia
Präsenz der italienischen Eisenbahn Ferrovie dello Stato. Mit Informationen zum Unternehmen, den Zügen und den Schiffen. Reiseangebote und der Fahrplan stehen bereit. Fahrkarten können online gebucht werden.
www.trenitalia.com - Site info
49.  FastWeb
Offre connessioni internet su fibra ottica e ADSL, TV on-demand e Videocomunicazione.
www.fastweb.it - Site info
50.  Tip.it
www.tip.it - Site info
51.  Trova Prezzi
Offre la possibilità di cercare e confrontare i prezzi di migliaia di prodotti di merchant italiani.
www.trovaprezzi.it - Site info
52.  Ciao
Comunità online nella quale gli iscritti propongono le proprie opinioni e valutazioni su una vasta serie di prodotti e servizi.
www.ciao.it - Site info
53.  TuttoCittà
Edito da Seat Pagine Gialle, offre la cartografia vettoriale di tutto il paese dettagliato a livello di strada per i capolughi di provincia. Permette di creare percorsi, e di fare ricerche di aziende.
www.tuttocitta.it - Site info
54.  Tradedoubler
Programma di affiliazione internazionale che gestisce numerosi mercanti e permette di guadagnare tramite vendite, iscrizioni o click.
www.tradedoubler.it - Site info
55.  Infomotori
Un magazine dedicato alle due e quattro ruote. Si possono avere tutte le informazioni per l'acquisto di auto, moto, bici, sport e tuning.
www.infomotori.com - Site info
56.  Autoscout24
Il più grande database italiano di auto nuove ed usate. Auto usate, nuove e km0 di concessionari e privati.Informazioni, accessori, finanziamenti e assicurazioni. Tutto quello che serve sapere sull'auto che devi comprare o vendere
www.autoscout24.it - Site info
57.  Splinder
Consente la creazione di blog e la sua personalizzazione, in più permette di tenersi in contatto con gli altri utenti tramite un sistema di instant messaging.
www.splinder.it - Site info
58.  Blog di Beppe Grillo
Il blog di Beppe Grillo. Senza bisogno di altre presentazioni.
www.beppegrillo.it - Site info
59.  Fineco
Società di intermediazione mobiliare che consente di operare online e tramite telefono Gsm sui mercati finanziari europei ed americani.
www.fineco.it - Site info
60.  Freeforumzone.com
Permette gratuitamente la creazione di un forum completo di strumenti grafici e tecnici. Offre assistenza e presenta il regolamento interno.
www.freeforumzone.com - Site info
61.  La Stampa
Quotidiano torinese. Si possono leggere i riassunti degli articoli.
www.lastampa.it - Site info
62.  Sgrunt.biz
www.sgrunt.biz - Site info
63.  Unicreditbanca.it
www.unicreditbanca.it - Site info
64.  Il Sussidiario
Una enciclopedia online: offre spunti di approfondimento sulle principali materie scolastiche e la possibilità di iscriversi a forum tematici.
www.sussidiario.it - Site info
65.  Gov.it
www.gov.it - Site info
66.  Il Meteo
METEO, PREVISIONI DEL TEMPO sempre aggiornate, previsioni ad alta risoluzione, MARI e VENTI, NEVE, previsioni meteo per il Weekend
www.ilmeteo.it - Site info
67.  Forumcommunity.net
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68.  Email.it
Leader italiano per le casella di posta elettronica gratuite e per aziende. Sempre accessibili sia via Pop3/IMAP4, Smtp che via webmail.
www.email.it - Site info
69.  Interfree
Offre connessione su linea telefonica a tariffa urbana.
www.interfree.it - Site info
70.  3bmeteo.com
Uno dei principali siti meteo in Italia. Previsioni, modelli, webcam e molto altro. Da non perdere
www.3bmeteo.com - Site info
71.  187.it
www.187.it - Site info
72.  Università di Bologna, Alma Mater Studiorum
Sito principale dell Ateneo.
www.unibo.it - Site info
73.  Rentxpress
Manages the rental of furnished apartments for short term stays. Listings with descriptions and photographs, company profile, services and FAQ.
www.rentxpress.com - Site info
74.  Casa.it
Database con le proposte di migliaia di agenzie, consultabile online con diversi criteri di ricerca.
www.casa.it - Site info
75.  Monrif.net
Informazione in rete: news, canali, siti, approfondimenti, speciali, ricerca dalle testate giornalistiche online, utility.
www.quotidiano.net - Site info
76.  W il pinguino
Riferimento per gli appassionati e punto di partenza per la ricerca sul Web di tutto ciò che riguarda il mondo di Linux.
www.hwupgrade.it - Site info
77.  E-dreams
Agenzia di viaggio online, biglietteria aerea, prenotazione alberghi, crociere, noleggi ed affitti.
www.edreams.it - Site info
78.  Viamichelin.it
www.viamichelin.it - Site info
79.  Calciomercato.com
Notizie di calcio-mercato italiano ed estero, risultati e classifiche, rassegna stampa, sondaggi e newsletter.
www.calciomercato.com - Site info
80.  Torino 2006 Winter Olympics
Official site includes information on sports, events, athletes, and links.
www.torino2006.org - Site info
81.  InfoJobs.it
Permette di consultare svariate offerte di lavoro frequentemente aggiornate. Offre la possibilità di inserire il proprio curriculum vitae.
www.infojobs.it - Site info
82.  Sanpaoloimi.com
www.sanpaoloimi.com - Site info
83.  Università degli Studi di Roma La Sapienza
Sito principale dell'Ateneo.
www.uniroma1.it - Site info
84.  Morenasex.net
www.morenasex.net - Site info
85.  IT Domain - Italy
NIC for .it CCTLD.
www.nic.it - Site info
86.  Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Informazioni sulla struttura ed le attività svolte con normativa di riferimento e comunicati stampa. Alcuni servizi sono riservati agli utenti registrati.
www.inps.it - Site info
87.  Alice
L'offerta a banda larga di Telecom Italia.
www.alice.it - Site info
88.  Splinder
Consente la creazione di blog e la sua personalizzazione, in più permette di tenersi in contatto con gli altri utenti tramite un sistema di instant messaging.
www.splinder.com - Site info
89.  L'Unità
Storico quotidiano di sinistra, offre la consultazione dei principali articoli e la possibilità di abbonarsi online.
www.unita.it - Site info
90.  222.122.20.72
222.122.20.72 - Site info
91.  Media World
Vendita di hardware, software, giochi e accessori, elettrodomestici. Consegne in tutta Italia.
www.mediaworld.it - Site info
92.  WebMobili
Motore di ricerca dell'arredamento, offre la possibilità di consultare un database di prodotti catalogati per stile, materiale e prezzo. Profilo, news, glossario del settore ed eventi.
www.webmobili.it - Site info
93.  Ilgiornale.it
www.ilgiornale.it - Site info
94.  Travian.it
www.travian.it - Site info
95.  Dada.net
www.dada.net - Site info
96.  Xbeta69.com
www.xbeta69.com - Site info
97.  AC Milan
Official team site.
www.acmilan.com - Site info
98.  Monster.it
Domande e offerte di lavoro in Italia e all'estero. Contiene ricerche di personale ed è possibile usufruire di alcuni strumenti utili per la gestione del CV e delle opportunità.
www.monster.it - Site info
99.  Chatta.it
Presente una chat con dei canali tematici, una bacheca, un forum ed una lista degli utenti iscritti.
www.chatta.it - Site info
100.  Agenzia delle Entrate
Documentazione, guide, comunicazione e servizi.
www.agenziaentrate.it - Site info
8.4 Glossario Web Marketing
Siete sempre tutti invitati ad offrire segnalazioni su termini mancanti sia che ne conosciate il significato, e allora sarò lieto di aggiungerlo a questi, sia che non lo conosciate, nel qual caso sarà mia cura cercarlo ed aggiungerlo all'elenco.
121 (ONE TO ONE, 1TO1, ONE2ONE)
Il Marketing “one-to-one” esisteva già, è stato messo a punto all’inizio degli anni ‘80 dalle Società Giapponesi e si chiamava “Custom Marketing”, cioè marketing fatto a misura del singolo consumatore. Si trattava di marketing di beni industriali, ma è stato ben presto adottato dalle Società di Computer (HP in testa) e poi anche da altri tipi di società, nei più svariati settori. Consiste, in sostanza, nel progettare un prodotto (viene però meglio coi servizi) in modo molto “elastico”, così che se ne possano poi fare varianti e adattamenti a seconda delle esigenze del singolo Cliente.
ACTION DEVICES
Insieme di tecniche di mailing o di telemarketing, volte all’ottenimento di una risposta da parte del target di riferimento.
AD
Forma abbreviata del termine inglese advertising (it. pubblicità)
AD-CLICK
Richiesta di collegamento al sito dell’azienda inserzionista che avviene quando l’utente clicca sul banner o sul bottone sponsor. Diversamente dal click through, l’ad-click registra anche i collegamenti non andati a buon fine ed è quindi uno strumento meno raffinato e preciso.
AD SERVER
advertising server (it. server pubblicitario). Il complesso di hardware e software necessario all’invio delle inserzioni pubblicitarie ai diversi siti Web. L’utente che si collega ad una pagina Web viene intercettato dall’Ad server che, in base a diversi parametri (casualità, tipologia del dominio o della pagina di provenienza dellutente, parola ricercata ecc.), invia l’annuncio pubblicitario più appropriato. Detto anche “spara- banner”, dal nome della più famosa forma di inserzione pubblicitaria usata su Internet.
AD VIEW
Sinonimo di impression.
ADVERGAME
Nuovo canale pubblicitario che favorisce linterattività tra azienda e utente. Si tratta di un gioco online, realizzato in base agli obiettivi dell’azienda. E’ utile per la profilazione di utenti nuovi e vecchi, la creazione di un database e la fidelizzazione. L’azienda potrà sfruttare il database per effettuare iniziative di vendita diretta e azioni di direct marketing. La caratteristica principale è l’interattività che permette di rendere il prodotto non una merce ma un insieme di emozioni.
ADVERTISER
L’inserzionista pubblicitario.
ADVERTORIAL
Pubblicità che riprende un formato editoriale. Viene creato ad hoc per dare informazioni al target di riferimento su prodotti e servizi.
AFFILIATE MARKETING (AFFILIAZIONE)
Operazione compiuta da un sito che vende prodotti di altri siti Web, detti affiliati, per potenziarne il mercato.
ANALISI DEL CONSUMATORE
Studia le caratteristiche del consumatore secondo diversi parametri sociodemografici (sesso, area di residenza, professione, reddito) e psicologici (gerarchia dei valori, stile di vita, caratteristiche della personalità, ecc.).
ANNUNCIO O AD
Immagine di varie dimensioni, dal bottone al banner, inserita nella pagina di un sito Web. Cliccando sull’immagine l’utente viene reindirizzato a un’altra pagina contenente maggiori informazioni sul prodotto o sul servizio pubblicizzato, oppure alla Home Page o a una sezione del sito dell’azienda inserzionista
AUDIENCE
Insieme delle persone che vengono raggiunte da un messaggio pubblicitario attraverso un mezzo di comunicazione di massa, in un determinato momento. Nel marketing è il numero di soggetti raggiunti da un’azione di marketing diretto.
BACK END
Insieme di azioni volte al perfezionamento delle opportunità scaturite da una campagna promozionale.
BANNER
È la più nota forma di spazio pubblicitario su Internet. Si tratta di una striscia pubblicitaria posta su un sito Web, generalmente posizionato in testa alle pagine e di formato stretto e lungo. La dimensione più classica è di 468x60 pixel, ma ne esistono anche di formati diversi. (es. skyscrapers sono quelli che appaiono di solito al lato destro della pagina e hanno un fomato di 120x600).
Il banner riporta, in genere, nome, logo o immagine dellazienda inserzionista o di un suo prodotto: cliccando sul banner l’utente arriva sul sito pubblicizzato. Obiettivo del banner è di generare visite (click through) ma può anche risultare utile in termini di “brand awareness” sul marchio.
BANNER FORMATI (STANDARD IAB)
I banner hanno diversi formati tra cui:
I classici
Banner da 234x60 o 468x60 e bottoni da 120x60 o 120x90.
Il peso massimo è rispettivament di l2kb e l5kb per i banner, e per tutti i bottoni 10kb.
Big Ad Display (BAD)
Un nuovo formato è ciò che si chiama Big Ad Display (BAD), Rettangolo or IMU (Interactive Marketing Unit), con dimensione 250/250 o 300/250. Questo formato permette di presentare una considerevole animazione o addirittura di eseguito un programma. Se creato in Flash, con l’aiuto di un pre-loading il tempo di caricamento (loadingtime) può essere ridotto. Ciò in considerazione del notevole peso che può arrivare sino a 5OKb!
Skyscrapers/Leader Board
Gli Skyscrapers sono Unità di Marketing Interattive (IMU’s) di dimensione 120/600 o 160/600 e sono posizionate alla destra o alla sinistra della pagina web. Il peso Massimo è di 25Kb. Se uno skyscra per è posizionato orizzontalmente (600/160) è chiamato Leader Board.
BELOW THE LINE
Forme di comunicazione diverse della pubblicità. Le principali sono: direct marketing, promozioni, sponsorizzazioni e pubbliche relazioni.
BENEFIT
Vantaggio, beneficio. L’espressione indica sia i vantaggi da proporre al consumatore, sia quelli ottenuti o ottenibili da un’azienda attraverso un’azione di marketing.
BID
Nei motori di ricerca a pagamento, è la quota che bisogna pagare per ottnere un determinato posizionamento per una parola chiave
BOTTONE, BOTTONE SPONSOR
Spazio pubblicitario di forma rettangolare o quadrata di solito posizionato ai lati della Home Page o delle pagine interne di un sito Web. Venduto a tempo, rappresenta la principale modalità di sponsorizzazione sul Web. Le dimensioni più frequentemente utilizzate sono:125x125, 120x90, 120x60, 88x31 o 120x240 pixel.
BOUNCE BACK
Promozione inviata a un acquirente assieme alla spedizione del materiale relativo a un ordine già effettuato.
BOUNCEDMESSAGE
Messaggio e-mail non andato a buon fine.
BRAIN STORMING
Metodo decisionale consistente in sessioni intensive di dibattito volte a stimolare proposte e a identificare la soluzione migliore. Le regole generali di una seduta di brain storming sono:
esclusione di ogni giudizio critico;
accettazione di ogni forma di proposta;
produzione di un gran numero di idee;
sintesi delle idee espresse;
scelta finale.
BRAND
Nomi o segni distintivi attraverso i quali un’impresa contraddistingue il proprio prodotto da altri dello stesso genere. Letteralmente l’espressione significa “marca” o “marchio di fabbrica”.
BRAND AWARENESS
Identifica il grado di conoscenza, la notorietà del marchio da parte del pubblico target e la fedeltà degli utenti ad esso. Può essere rilevato e misurato attraverso le analisi di mercato, come le indagini a campione e i focus group. Su Internet, lo sviluppo di Brand awareness avviene in genere mediante estese campagne banner o sponsorizzazioni che ripetono il logo dell’azienda o di un suo prodotto, sviluppando di conseguenza il ricordo ditale logo da parte del visitatore.
BRANDING
Processo effettuato dalle imprese allo scopo di differenziare il proprio prodotto da altri analoghi o dello stesso genere, utilizzando nomi o simboli distintivi. Questo processo comprende aspetti formali ma anche sostanziali.
BREAK EVEN POINT
Livello di vendite al quale i ricavi pareggiano esattamente i costi.
BUDGET
Bilancio di previsione, stima delle entrate e delle spese relative ad un periodo di esercizio o ad un esercizio intero. In esso sono indicati anche gli obiettivi da raggiungere. Nella comunicazione, con questo termine si intende l’ammontare della spesa di una campagna
CAMPAGNA
Azione di marketing della quale si è definita la durata, l’obiettivo, la proposta commerciale, la comunicazione, i destinatari
CAMPAGNA SMS
Invio di un messaggio studiato ad hoc per un prodotto, servizio, azienda ad una lista di numeri di cellulari i cui titolari abbiano dato il consenso di ricevere messaggi promozionali. Di solito queste liste sono presenti nei database delle concessionarie di pubblicità online.
Si procede acquistando una estrazione di utenti in target (per età, sesso, residenza, ecc.) e si fanno almeno due invii, il secondo serve a fare da richiamo al primo messaggio
CICLI DI VITA DEL PRODOTTO
Concezione elaborata dall’economista Vernon, che spiega gli elementi che influenzano l’andamento degli scambi internazionali. Secondo Vernon le fasi di vita di un prodotto sono l’ideazione, il decollo, l’espansione, la maturazione, la saturazione, il declino.
In questa ultima fase l’unico modo per vendere il prodotto è rivolgersi ai paesi in via di sviluppo.
CLICK
Con il “click” l’utente entra in contatto diretto con le pagine Web. Più in generale, con “click” si intende l’azione effettuata dall’utente per trasferire il contenuto di una pagina Web sul proprio computer.
CLICKSTREAM
Il percorso di ciascun utente allinterno di un sito. Questa rilevazione fornisce informazioni preziose sia all’Editore, che può adattare la scelta dei contenuti editoriali alle caratteristiche del proprio bacino d’utenza, sia agli inserzionisti, che possono scegliere in modo consapevole gli spazi più indicati per la loro comunicazione pubblicitaria.
CLICK SULL’ ANNUNCIO
Vedi: ad-click
CLICKTHROUGH
Diversamente dall’ad-click o click sull’annuncio, indica soltanto il numero di click andati a buon fine, escludendo i casi in cui la pagina bersaglio non venga visualizzata per vari motivi, in caso di server affollato, fuori uso ecc.
CLOAKING
In italiano il termine cloak viene tradotto con “coprire, dissimulare”. Nell’ambito dei motori di ricerca il cloaking è l’azione di mostrare allo spider un contenuto differente da quello che realmente il sito propone ai visitatori: il fine è almeno duplice: primariamente si usa il cloaking per ottimizzare la pagina che verrà presentata allo spider in modo molto minuzioso e preciso senza dover modificare le pagine del sito (naturalmente per ogni spider verrà presentata una pagina differente così da offrire ad ogni singolo motore di ricerca solo ciò che esso effettivamente registra). Secondariamente per nascondere il proprio codice di ottimizzazione il quale verrebbe facilmente copiato dai concorrenti.
CO-BRANDING
Utilizzo congiunto di due o più marchi legati a diverse immagini aziendali o di prodotto. L’operazione si traduce, sul Web, nell’affiancamento del logo dei partner sulla stessa pagina, così da offrire all’utente in modo immediato l’abbinamento dei due marchi e delle loro immagini in uno specifico sito o per un evento particolare.
COLLABORATIVE FILTERING
Profilazione degli interessi del cliente seguita dalla fornitura di informazioni e offerte specifiche, spesso basata sugli interessi di clienti simili. Ci sono software che esaminano i click degli utenti e immagazzinano i risultati in un database, al fine di produrre contenuti coerenti con le aree in cui essi hanno dimostrato di avere interesse.
COLLEGAMENTO A PAGAMENTO
Testo pubblicitario inserito in una pagina Web e collegato ipertestualmente al
sito dell’azienda inserzionista.
COLLEGAMENTO IPERTESTUALE
Elemento di una pagina Web, su cui è possibile fare clic per passare ad un’altra posizione (all’interno della pagina, del sito o del Web). Il puntatore del mouse assume un aspetto diverso quando viene posizionato su un collegamento.
COMBINAZIONI DI PAROLE CHIAVE
Nel linguaggio dei motori di ricerca, consiste nello scegliere delle keyword combinate in modo tale da identificare il prodotto servizio fruibile dai motori di ricerca. Di solito per “keyword” si intende una combinazione di due o più parole chiave. Se la parola chiave è inflazionata, ovvero esistono sul web molte pagine doorway ottimazzate per quella parola, il posizionamento sarà molto difficile.
Per ovviare a questo inconveniente si può scegliere la strada del pay per rank, che permette di acquistare dei posizionamenti fino ad esaurimento budget. Tramite un “bid” è possibile scegliere la posizione desiderata, proprio come in un’asta pubblica. Più la parola chiave è richiesta, più il bid sarà alto.
COMPETITOR (PLAYER)
Chi compete con altri. L’espressione indica le aziende che si fanno concorrenza in uno stesso mercato.
COMPILED LIST
Lista di nominativi aventi caratteristiche psicografiche/demografiche simili, derivata tipicamente dagli elenchi del telefono, dall’anagrafe e da altre fonti più o meno analoghe.
COMUNITÁ (VIRTUALI COMMUNITY)
Insieme di utenti che hanno i medesimi interessi e che si riuniscono virtualmente (e non) e con una assidua frequenza intorno ad un sito. La formazione di una community dovrebbe essere uno degli obiettivi primari di una strategia di internet marketing. Chi meglio di un utente soddisfatto può fare promozione ad un nostro prodotto o servizio?
La creazione di una community avviene sempre attraverso precisi strumenti di web marketinci, dopo che il sito sia stato naturalmente implementato con gli strumenti necessari: database, forum, newsletter, ecc.
CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ
Agenzia pubblicitaria che si occupa della vendita di spazi pubblicitari online. Di solito sono proprietarie di compiled list, liste email incrociate con nominativi, numeri di cellulare e tipologia di connessione.
CONSUMER LIST
Lista di nominativi con abitudini d’acquisto simili. Può essere usata, se l’utente ne ha fatto richiesta (opt-in), per la comunicazione aziendale. Può essere realizzata tramite una form di registrazione all’interno del sito o acquistata da concessionarie di pubblicità online.
COOKIE
In inglese, biscottino. E un piccolo file che il server Web invia al computer dellutente e che viene memorizzato sul disco fisso. Quando un utente si collega a un sito Web, il browser invia al server una copia del cookie presente sul sistema locale. I cookies vengono usati per “riconoscere” gli utenti, fornendo al server informazioni sulla loro identità. In questo modo il server può personalizzare la pagina da inviare secondo le caratteristiche dellutente.
Attraverso lanalisi dei cookies combinata con l’analisi delle statistiche, è possibile osservare quello che gli utenti cercano realmente dal nostro sito. Al momento del contatto si potrà offrire così ciò di cui realmente ha bisogno. (Approccio market oriented).
CO-OP
Tecnica promozionale che prevede l’invio contemporaneo di più offerte con lo stesso strumento di spedizione.
COPYRIGHT
Diritti legali per la commercializzare, lautorizzazione, il trasferimento, la diffusione o la riproduzione dell’originale di un lavoro, indipendentemente dal mezzo utilizzato.
CORE CUSTOMERS
I clienti più importanti di un azienda, che si distinguono dagli altri per il loro valore a lungo termine per l’impresa stessa.
COST PER ACTION (CPA)
Il costo per l’inserzionista di ogni singola operazione dell’utente che, tramite il click sul banner o sul bottone, richiede il collegamento alla pagina Web dell’inserzionista.
COST PER CLICK (CPC)
Il costo per l’inserzionista di ogni singolo click sul banner, sul bottone, o sul link che richiede il collegamento alla pagina Web dell’inserzionista.
COST PER IMPRESSION (CPI)
Costo per singola impression.
COST PER LEAD (CPL)
Più sofisticato del CPA, poiché presuppone che l’utente fornisca allinserzionista indicazioni utili alla generazione della vendita.
COST PER SALE (CPS)
Costo per la vendita generata dalla pubblicità sul Web.
COST PER THOUSAND (CPM)
Costo per migliaia di impression.
COST PER THOUSAND TARGETED (CMPT)
Costo per migliaia di impression provenienti da gruppi specifici e ben individuati da un punto di vista socio- demografico.
CUSTOMER CARE
Letteralmente, “cura del cliente”. Nel linguaggio del marketing, la tecnica (che può assurgere fino al ruolo di orientamento strategico) che consente di implementare il CRM per raggiungere la Customer Satisfaction. In generale, insieme di attività fornite al cliente dell’azienda per consigliano nella scelta e nell’acquisto di beni e servizi, e per assisterlo nella fase successiva. Include anche le informazioni erogabili attraverso un cali center e i servizi di riparazione e sostituzione di prodotti difettosi.
CUSTOMER PROFILING
Utilizzo del sito web per scoprire gli specifici interessi del cliente e le sue caratteristiche. Nel marketing onetoone, serve per stabilire l’inizio di una relazione di fiducia con l’utente.
CUSTOMER SATISFACTION
Soddisfazione del cliente. Rappresenta l’obiettivo principale dell’azienda orientata al marketing, i cui sforzi tendono allo sviluppo di una relazione di qualità con la clientela e alla sua conseguente fidelizzazione.
DATABASE
Archivio elettronico in cui sono raccolte e organizzate delle informazioni e consultabili o modificabili in base alle proprie esigenze.
DATABASE DI MARKETING
Archivio dei nominativi dei clienti/prospect di un determinata azienda.
DATA MINING
Il data mining è un processo atto a scoprire correlazioni, relazioni e tendenze nuove e significative, setacciando grandi quantità di dati immagazzinati nei repository. In poche parole il Data Mining, scavando in profondità nei dati, scoprendo informazioni nascoste, creando modelli esplicativi, aiuta le aziende a prendere decisioni migliori nei confronti dei propri clienti.
Il Data Mining consente, per esempio, di analizzare l’esito di campagne precedenti e creare i profili di coloro che aderiranno con maggior probabilità a iniziative simili. E questo significa ridurre i costi di acquisizione.
DATA WAREHOUSE
La definizione di data warehouse fornita da W. H. Inmon, uno degli ideatori di questa metodologia, è la seguente: “il data warehouse è una collezione di dati: orientata al soggetto, integrata, non volatile, dipendente dal tempo”. Nei tradizionali database spesso ci troviamo davanti ad una struttura dati orientata ad ottimizzare le operazioni che giornalmente più volte sono necessarie nella gestione di un’azienda: l’inserimento di un nuovo ordine o di una fattura, la registrazione dell’uscita di un prodotto, il carico e scarico dei magazzini, ecc. Tali sistemi, proprio perché pensati oppure OLTP (On Line Transaction Processing).
DIGITAL CASH
Valuta virtuale, moneta elettronica usata per per transazioni commerciali sulla
Rete. Vedi ad esempio
www.beenz.com
DIRECTLINE
Numero di telefono dedicato al rilascio di informazioni e/o all’evasione di ordini relativi a un determinato servizio o prodotto.
DIRECT EMAIL MARKETING
Permette di personalizzare lannuncio pubblicitario, veicolando messaggi commerciali indirizzati ad un elenco di utenti iscritti in una mailing list. E uno strumento molto utile alla targettizzazione del messaggio pubblicitario e permette un contatto diretto con l’utente-consumatore.
DIRECTMARKETING
Tecnica di marketing attraverso la quale l’impresa comunica direttamente singoli utenti specifici (cliente o potenziali clienti finali). Si rivolge a un pubblico mirato per ottenere risposte misurabili, attraverso strumenti interattivi. La più classica di queste azioni, è quella che prevede l’invio di materiale pubblicitario via posta.
DIRECTORY
Un vero e proprio catalogo di siti scelti (di solito da persone reali - human directory) e inseriti in un database. Un software di ricerca cataloga i risultati più rilevanti ma è possibile visitare anche le varie sezioni delle categorie. (es. www.dmoz.com, www.virciilio.it).
DIRECT RESPONSE
Sinonimo di direct marketing.
DOORWAY
Detta anche “Anchor Pages” è una pagina di entrata ottimizzata per determinate combinazioni di Iarole chiave per ogni motore di ricerca. Possono essere visibili o invisibili attraverso diversi sistemi di redirect.
La tecnica delle doorway è utilizzata per il rosizionamento nei motori di ricerca. Vedi anche: motore di ricerca, sjamminci, human directory.
DRYTEST
Test tipico del direct marketing. E’ la proposta di vendita fatta al cliente potenziale senza avere ancora realizzato il bene reclamizzato. Il test consente di scegliere il messaggio più efficace e di ottimizzare le dimensioni della campagna di mailing prima di correre i rischi insiti nella produzione del prodotto.
EDI (Electronic Data Interchange)
Sistema di e-mail che permette a due imprese di scambiarsi i dati relativi ad ordini e fatturazioni. Prima realizzazione della dematerializzazione dei documenti contabili d’acquisto, di vendita e di pagamento, l’Edi si è impregnato di numerose norme. Sul piano della forma e del contenuto dei messaggi, come a livello delle dichiarazioni amministrative da compiere prima di ogni cooperazione tra due imprese.
Un insieme di traduttori permette alle applicazioni di gestione dell’impresa di comprendere e generare i messaggi Edi, facilitando in tal modo la gestione degli ordini ed accelerando il pagamento. Lo sviluppo del commercio elettronico (e- commerce) ha sconvolto lEdi, che
evolve verso il concetto di Web-Edi.
ESPOSIZIONE
Esposizione dall’inglese exposure, indica linvio dell’annuncio pubblicitario, con la pagina che lo contiene, dal server Web allutente. Questo dato serve all’investitore come riscontro del numero di volte che un annuncio è stato visualizzato sul computer dellutente.
FEED-BACK
Ritorno informativo. Un tipico esempio sul Web sono le informazioni ricavate dalle risposte degli utenti ai Web form, che vanno ad arricchire il marketing data-base.
FIDELIZZAZIONE
Tecnica di marketing che mira ad agevolare linstaurazione di un rapporto duraturo nel tempo con il consumatore.
FOLLOW UP
Seguito di una campagna pubblicitaria che mette in evidenza nuovi aspetti della comunicazione rafforzandola. Può essere usato per qualsiasi azione di marketing che ne rafforza una precedente.
FRONT END
Insieme di azioni volte a suscitare l’interesse di un determinato target e a generarne delle risposte.
FUSIONE DEI DATI
Utilizzata nel marketing onotoone, la fusione dei dati è la combinazione dei dati tratti da diverse fonti complementari, (solitamente ricerche geodemografiche e sugli tili di vita, oppure ricerche di mercato e sugli stili di vita), per “tracciare un rutratto della vita di una persona” [Evans, 1998]. Lo scopo primario di questi sforzi è di fornire accesso immediato a dati specificatamente preparati che possono essere utilizzati da strumenti di supporto alle decisioni.
GATEWAY PAGE
Nel posizionamento sui motori di ricerca, una pagina gateway è una pagina vuota, senza particolari parole chiave o frasi chiave, che conterrà solamente alcuni link alla pagina principale. Il vantaggio che si ha usando questo trucchetto risiede nel fatto che gli spider sono spesso più propensi nel seguire e indicizzare le pagine che trovano con i propri mezzi piuttosto quelle che vengono loro presentate dall’esterno.
GEO MARKETING
Tecnica per gestire le operazioni di marketing di aziende che operano su un territorio geograficamente ridotto rispetto a quello nazionale. Si occupa della scelta delle zone a cui dare la precedenza e delle tecniche di copertura, in termini di vendita e comunicazione, delle stesse. Si arrivava anche, e lo si continua a fare, a immettere, sui vari mercati locali, delle varietà di prodotto specifiche, studiate apposta per quell’area. L’esatto contrario del concetto di “globalizzazione”. Esempi tipici di applicazione del geo marketing sono: turismo, supermercati,
filiali di banche.
HIT
L’ hit è lunità minima che identifica linformazione registrata dai bg -file di un server Web quando un utente scarica una pagina Web sul suo computer. Ogni singolo testo o immagine presente in una pagina rappresenta un hit. Il numero di hit non va confuso con il numero di accessi, che invece rappresenta il numero di visitatori.
HIT QUALIFICATO
Definizione più precisa degli hit di un sito, che esclude dalle informazioni registrate dai bg- file gli errori o i file abortiti durante il trasferimento di una pagina. Il numero di hit qualificati è un indicatore, approssimato, del traffico generato su un sito, anche se non rappresenta precisamente il numero di visitatori.
HUMAN DIRECTORY
Database contenente una vasta raccolta di siti suddivisi in categorie, recensiti da persone e non da un software. Oltre alla url di solito va inserita un breve titolo, una descrizione e l’email. Ne sono un esempio Dmoz.com, Yahoo.it e Virgilio.it
IAB (INTERNET ADVERTISING BUREAU) (www.iab. it)
L’organismo internazionale di riferimento no-profit a livello mondiale focalizzato sulla massimizzazione dell’uso ed efficacia della pubblicità interattiva in internet. Stabilisce anche gli standard dei formati banner.
IMPRESSION
L’impression rappresenta il numero di volte che una pagina web o un banner viene scaricata sul computer dell’utente. E utilizzato come parametro base per la pianificazione di una campagna banner, che quindi viene pagata in base al numero di volte che un banner è stato mostrato all’utente su uno o più siti web, indipendentemente da quanti utenti ciccano sul banner stesso.
INDICE TRAFFICO
Indice posizionato sulle proprie pagine da un servizio online, per offrire un indice di traffico. L’indice può essere invisibile, o può visualizzare il logo del fornitore del servizio.
INTERSTITIAL (SPLASH PAGE)
Forma di pubblicità Web per cui finestre separate dal browser appaiono durante il caricamento della pagina del sito a cui l’utente si connette. Trattandosi di vere e proprie pagine Web che utilizzano Java o Javascript , l’interstitial consente di proporre un’informazione più ricca e dettagliata rispetto ad altri strumenti.
JUMP PAGE
Forma di pubblicità interstiziale, si differenzia dallinterstitial per le dimensioni ridotte. Noto anche come Sister Window o Daughter Window.
KEYWORD
Ovvero parola chiave. Si possono utilizzare le key-word come formula di distribuzione degli annunci pubblicitari, sui motori di ricerca e sui portali. L’inserzionista può sfruttare pubblicitariamente gli esiti delle ricerche effettuate dagli utenti, acquistando alcune parole chiave che, associate alla ricerca effettuata, portano all’esposizione degli annunci relativi al tema della parola chiave selezionata. Le key-words possono essere vendute ad un costo predefinito o per CPI.
KEYWORD ADVERTISING
Acquisto di alcune parole chiave su dei portali/motori di ricerca associate all’esposizione di un banner. Ora il concetto si è esteso anche ad alcuni motori di ricerca, dove è possibile acquistare le prime posizioni per delle parole chiave scelte. (Pay per Rank)
LEAD
Interesse dimostrato da un cliente in seguito ad un’iniziativa promozionale, che si può poi concretizzare nell’avvio di una trattativa commerciale.
LEVE DI MARKETING
Le quattro variabili fondamentali sulle quali si deve decidere per impostare la strategia di mercato relativa ad un prodotto/servizio. Esse sono: il prodotto, il prezzo, la promozione, la distribuzione.
LINK POPULARITY
La link popularity o popolarità, misura quanti link esterni al sito puntano al sito preso in considerazione: più il sito compare nei link di altre pagine al di fuori del vostro dominio, maggiore sarà la sua popolarità e dunque la sua classifica all’interno dei motori di ricerca. Una grande popolarità permette infatti di rimanere presenti sui motori per più tempo. Fondamentale importanza assume la registrazione all’interno di directory come www.dmoz.com, www.yahoo.com e www.virgilio.it . Naturalmente è bene che i siti esterni siano in tema affinché il traffico veicolato sia in target e quindi di qualità. Simile alla link popularity è il sistema brevettato PageRank che ha fatto di Google uno dei migliori motori di ricerca attualmente disponibili. Scarica la Googlebar. Per misurare la link popularity del tuo sito.
LOG FILE
Sono i file dove viene registrato tutto ciò accade in un server Web. Nei bg files sono contenuti gli hits e tutte le altre informazioni rilevanti per verificare l’andamento di un sito e dei suoi spazi pubblicitari. Si distinguono 4 tipi di bg file:
Transfer-Iog, registra tutti i file trasferiti dal server all’utente
Error-Iog, registra gli errori che occorrono durante il trasferimento
Agent-Iog, identifica lo user agent (browser o motore di ricerca) da cui è partita la richiesta al server
Referr-Iog, registra la provenienza dei visitatori.
LOOP
È la ripetizione di una sequenza di immagini. Si utilizza per far ripetere un numero definito o illimitato di volte l’animazione di un banner.
LOYALTY
Termine inglese generico che indica la fedeltà dei propri clienti. Da questo termine derivano ‘brand loyalty” (ovverso la fedeltà alla marca) o store loyalty (fedeltà ai punti vendita). Concetto molto importante nel mondo Internet a causa dell’elevata volatilità e fedeltà dei clienti nei confronti di siti e servizi via Internet.
MAILING
Letteralmente, in inglese, l’atto dell’inviare per posta. Tecnicamente indica la pubblicità per corrispondenza (via posta elettronica o tradizonale) a un potenziale cliente.
MAILING LIST
Lista di persone iscritte ad un servizio di distribuzione periodica di e-mail contenenti informazioni su un determinato argomento. Vedi anche: email
MALL
I mall offrono i servizi necessari per sviluppare e mantenere un negozio virtuale: dalla creazione e manutenzione del sito alla gestione degli ordini, della sicurezza, delle transazioni, fino ai servizi di pagamento e alla pubblicità.
MARKETING
Attività dell’impresa volta a ottimizzare tutti i fattori che permettono di migliorare la commercializzazione di merci o servizi offerti, mediante la creazione, l’individuazione e lo stimolo dei bisogni dei consumatori, associata alla proposta di prodotti o servizi idonei per il soddisfacimento dei bisogni stessi. Riguarda tutte le decisioni relative al prodotto: caratteristiche, prezzo, pubblicità, promozione, canali di distribuzione, rete di vendita.
MARKETING MIX
Si dice del valore determinato che la combinazione delle quattro variabili di mercato più importanti - prodotto, prezzo, promozione, distribuzione - di volta in volta assume per ogni singola offerta di vendita.
Il prezzo del prodotto, il modo in cui lo si distribuisce, i mezzi con cui lo si fa conoscere devono essere coerenti con il tipo di prodotto, ma soprattutto con il posizionamento deciso per esso, e prima ancora con gli obiettivi aziendali.
MARKETING MULTICANALE
Grazie ad Internet, ma anche con altri nuovi mezzi (Wap, SMS, ecc), è possibile rendere le esperienze di comunicazione e/o di acquisto omogenee, in grado cioè di dare al cliente quelle sensazioni e quelle esperienze che in passato i diversi mezzi (stampa, televisione, ecc) o i diversi canali (il negoziante sotto casa, il catalogo spedito per posta) potevano dare solo separatamente.
I mezzi di comunicazione erano gestiti indipendentemente tra loro e indipendentemente dai canali di vendita. Il marketing multicanale dà la possibilità di fare tutte queste cose allo stesso tempo, di promuovere la stessa iniziativa di marketing con più mezzi, ma offrendo al consumatore la stessa identica sensazione o esperienza di acquisto con ognuno.
MERCATO (MARKET)
Nel senso più ampio, la sfera (non necessariamente un luogo fisico) in cui si incontrano coloro che offrono merci e/o servizi e coloro che ne fanno richiesta.
MERCATO DI NICCHIA
Segmento di mercato con ambiti e confini specifici: in termini quantitativi - qualora i bisogni soddisfatti siano propri di un numero ristretto di clienti - o in termini di specializzazione del prodotto o servizio, che risultano offerti da poche aziende.
MERCATO POTENZIALE
Tutti coloro che, per ragioni demografiche, economiche, culturali, possono essere considerati potenziali acquirenti di un determinato prodotto/gruppo di prodotti.
METATAG
Tag HTML che non sono visibili su una pagina formattata, ma che vengono utilizzati da motori di ricerca a scopo di indicizzazione.
MINISITO (Microsite, Promotional web site)
Forma promozionale on-line che prevede la creazione ad hoc di appositi siti Web di durata limitata, per promuovere un evento o un prodotto. Più che per scopi di branding sono diretti a focalizzare l’attenzione dell’utente su un nuovo prodotto o evento particolare. In abbinamento a campagne banner o sponsorizzazioni consentono una efficace comunicazione on line.
MISURAZIONE TRAFFICO
Servizio gratuito in linea, che analizza la frequenza con cui sono visitate le proprie pagine ed è in grado di produrre un riporto giornaliero o mensile con i seguenti valori: numero di pagine visitate, tempo di esplorazione, versione browser dell’utente, sistema operativo, Paese di origine, URL di provenienza e così via.
MOTORE DI RICERCA
Software composto da 2 parti: la prima, detta “spider”, naviga e cataloga i link che gli vengono segnalati, la seconda, cataloga i link visitati secondo determinati criteri es. www.google.com
MOTORE DI RICERCA A PAGAMENTO
Motore di ricerca che ha stabilito una quota per indicizzare le pagine che gli vengono segnalate. Possono esserci varie modalità tra le quali il pagamento affinché passi lo spider a visitare la pagina sottoscritta, oppure il modello pay per rank per cui oltre a pagare una quota fissa di inizio servizio, si paga un bid per ogni posizione scelta per una determinata combinazione di parole
NEWSLETTER
Lettera informativa dedicata ad argomenti specifici che viene spedita via e-mail con cadenza prestabilita, quotidiana, settimanale o mensile, a tutti gli utenti che ne hanno fatto esplicita richiesta.
NICCHIA DI MERCATO
E’ un piccolo segmento di mercato, inteso come gruppo di acquirenti che presentano caratteristiche comuni verso cui in genere le piccole e medie imprese concentrano i loro sforzi differenziando il più possibile il prodotto. Si tratta di segmenti di mercato non occupati né occupabili dalle grandi imprese (poca flessibilità e mancanza di convenienza economica).
OPERAZIONE DI INVIO DEL SITO
Tutte le tecniche coinvolte nell’avviare in un sito ricerche di motori o directory.
PAGE VIEW
Richiesta di una pagina Web che esprime anche il numero di volte in cui è stato potenzialmente visto l’annuncio in essa contenuto.
PAGINA BERSAGLIO
È la pagina di destinazione del link contenuto in un banner o in un annuncio pubblicitario. Si può trattare di una singola pagina o della home page del sito promosso dallinserzionista.
PAP
Termine francese significante Page Avec Publicité vue; ad esempio, pagina con visualizzazione di inserzioni pubblicitarie. E un’unità di misura per la frequenza dei visitatori, utilizzata per pagare un webmaster a seconda del traffico registrato su un sito.
PAROLA CHIAVE
Parola o breve stringa di parole (solitamente formata da un minimo di 2 ad un massimo di 4), utilizzata dagli utenti per ricercare prodotti o servizi in rete attraverso i motori di ricerca. Se un utente vuole trovare un fornitore di hardware, per esempio, cercherà attraverso i motori di ricerca usando la stringa ?vendita hardware. Attraverso questa ?chiave? arriverà ad aprire la porta? di quella porzione della rete che racchiude i suoi fornitori.
PAY-PER-CLICK
Modalità di vendita della pubblicità su Internet. L’inserzionista paga una tariffa unitaria per click through. Il costo è molto variabile, poiché cè comunque unesposizione del brand anche quando non ci sono click-through. Anche alcuni motori di ricerca hanno adottato questa strategia, si paga un tot per ogni click generato.
PAY-PER-INCLUDE
Nel linguaggio dei motori di ricerca: pagare per farsi visitare dallo spider del motore di ricerca scelto. Anche alcune directory come Virgilio, hanno scelto la strada dellinserimento a pagamento.
PAY-PER-LEAD
Modalità di vendita della pubblicità on line. L’inserzionista paga un costo unitario per ogni contatto diretto con un visitatore che clicca sul banner e arrivando nella pagina bersaglio rilascia informazioni all’inserzionista (ad esempio riempiendo una form).
PAY-PER-RANK
Modalità utilizzata dai motori di ricerca per listare i siti che hanno pagato un bid per essere nelle prime posizioni.
PAY-PER-SALE
Modalità di vendita della pubblicità on line molto diffusa nei procirammi di affiliazione come Amazon.com. L’inserzionista paga una tariffa unitaria per ogni vendita generata on line.
PAY- PER-VIEW
Modalità di vendita della pubblicità online più diffusa. L’inserzionista paga una tariffa unitaria per ogni visualizzazione del banner.
PERMISSION MARKETING
Il permission marketing è definito dal suo ideatore, Seth Godin, una strategia di marketing che ha l’obiettivo di ottenere dal consumatore il permesso di comunicare con lui. Avere il suo permesso garantisce che il consumatore presti maggiore attenzione al nostro messaggio. Tipico esempio sono le “Opt- in” email, quelle email, cioè, che sono state “Opted in”, cioè accettate in anticipo compilando un modulo con cui si dà l’OK a riceverle.
PIANIFICAZIONE DI MARKETING
Processo normalizzato che si concretizza in piani atti al raggiungimento di determinati obiettivi di mercato. In particolare si intende quella parte della pianificazione aziendale che si riferisce direttamente al rapporto impresa/mercato.
PIGGY-BACK
Offerta d’acquisto di un prodotto legato all’offerta principale relativa ad un altro prodotto. Ping Packet Internet Groper, Strumento di ricerca di pacchetti su Internet. Utilità che promuove pacchetti di dati per il controllo della qualità di un collegamento o per verificare il collegamento di una macchina ad Internet.
POPUP
Piccola finestra, contenente un annuncio o un comunicato, che appare automaticamente durante la visualizzazione di un sito. E una forma pubblicitaria piuttosto intrusiva e per questo utilizzata con molta cautela.
POP UP AUTO CLOSE
Piccola finestra, contenente un annuncio o un comunicato, che si chiude automaticamente quando l’intera pubblicità è stata scaricata.
POSIZIONE
Risultato della ricerca in un elenco finale visualizzato dal motore di ricerca.
PORTALI DI SETTORE
I portali di settore, anche chiamati portali verticali di settore o vortals, sono portali dedicati a un determinato settore merceologico o prodotto/servizio. Raccolgono i siti degli operatori legati a quella particolare area di prodotti o servizi, informazioni utili per gli operatori e luoghi d’incontro virtuali. Non di rado infatti intorno a questi portali ci sono vere e proprie community. Un portale dedicato al mondo dei motori di ricerca, per esempio, oltre a raccogliere i link ai siti degli operatori e alle associazioni di settore, avrà anche una sezione di news ed eventi ed un forum per gli addetti ai lavori.
POSIZIONAMENTO NEI MOTORI DI RICERCA
Strumento di visibilità del web marketing. E’ il primo passo che bisogna fare per essere visibili online. Le parole chiave vanno studiate prima della realizzazione del sito, in modo tale che ogni sigola pagina possa essere ottimizzata per gli argomenti che trattano. Assieme alle statistiche e all’analisi dei log file è un ottimo strumento per capire chi viene a visitare il sito (tramite IP), cosa si cerca (tramite le page view), da dove provengono (referral) al fine di poter intensificare la promozione anche tramite altri strumenti online (email, sms, banner) e offline in quella determinata zona geografica o in un determinato mercato.
PRECISION EMAIL MARKETING
Comunicare con precisione in relazione agli interessi espressi dal destinatario.
PROGRAMMA DI AFFILIAZIONE
Un programma di affiliazione è un accordo applicato al Web che viene stretto tra un affiliante, generalmente il titolare di un sito di e-commerce o di offerta di servizi, ed uno o più affiliati - anch’essi con un proprio sito web o curatori di una newsletter L’accordo consiste nel consentire all’affiliato di “rivendere”, attraverso il proprio sito, i prodotti od i servizi dell’affiliante, ricavando una commissione per i risultati effettivamente raggiunti (che possono essere, ad esempio, il generare traffico su un sito, l’iscrizione ad una newsletter, la vendita di un prodotto o servizio).
POSIZIONE
Risultato della ricerca in un elenco finale visualizzato dal motore di ricerca.
PROMOZIONE
Insieme delle tecniche utilizzate per la promozione di un sito mediante motori di ricerca e directory.
PROSPECT
Espressione utilizzata come abbreviazione di prospective buyer. Indica un non ancora cliente”, ovvero chi potrebbe essere potenzialmente interessato al prodotto o al servizio venduto.
PULL
In inglese, tirare. Si riferisce alla tecnologia per cui si forniscono informazioni all’utente dietro sua esplicita richiesta. La navigazione Web è basata essenzialmente sul pull: chi naviga individua ciò che lo interessa e lo preleva.
PUSH
In inglese, spingere. Si riferisce alla tecnologia per cui si inviano informazioni ai computer degli utenti senza una loro richiesta esplicita.
QUOTA DI MERCATO
Percentuale delle vendite di un’impresa sul totale delle vendite del settore di mercato cui l’azienda appartiene.
REACH
Percentuale di esposizione dell’audience al messaggio pubblicitario per un determinato lasso di tempo.
REDEMPTION
Risultato in termini assoluti o percentuali di un’operazione promozionale o di vendita. In termini percentuali è il rapporto tra il numero di risposte ottenute e il numero totale di contatti presi in considerazione per una determinata iniziativa di marketing. In un’azione di direct marketing è il rapporto fra il numero di risposte e il numero dei messaggi inviati.
REFERRAL
Colui che si iscrive ad un programma di guadagno su indicazione di un’altra persona già iscritta (referrer) Il referrer ottiene una percentuale sui guadagni di ogni suo referral; inoltre alcune ditte offrono una percentuale sui guadagni dei referrals di secondo livello (referrals presentati dai referrals diretti) o di livelli successivi (referrals di terzo, quarto... livello).
REPORT
Si tratta dell’insieme dei dati forniti dall’ad-server che sintetizzano landamento di una campagna pubblicitaria: numero di impression consumate e residue, il numero di click through, e il click through rate. Nel linguaggio dei motori di ricerca, consiste nella descrizione dettagliata dei posizionamenti raggiunti nei vari motori di ricerca, tramite l’attività di promozione. Ogni report visualizza il motore in considerazione, le parole chiave scelte, la posizione raggiunta con ogni parola chiave.
RESPONSE
È il parametro di misurazione dellefficacia di uninserzione pubblicitaria su un sito. Corrisponde al numero di click su un banner pubblicitario che contiene un link ad un altro sito.
RICH MEDIA
Forme di pubblicità online che contengono elementi multimediali elaborati e fortemente interattivi. Dato il maggior approccio creativo sono generalmente ritenuti più efficaci rispetto ai tradizionali banner statici e sono da preferire quando si vuole ottenere una maggiore interazione dal pubblico. (Es. di Rich media: il cursore del mouse che si trasforma in un immagine; un banner audio; un banner da cui è possibile stampare.)
ROBOT
Programma in grado di seguire i collegamenti ipertestuali e di accedere alle pagine Web, senza controllo umano. Ad esempio i ?gI,?T spiders dei motori di ricerca e i programmi “harvesting” che estraggono indirizzi e-mail e altri dati dalle pagine Web. Un database di robot è mantenuto da Webcrawler.
ROBOT.TXT
È un file di testo memorizzato nella directory di primo livello di un sito al fine di impedire che i robot (spider dei motori di ricerca) accedano a certe pagine o sub-directories del sito. Solo i robot conformi alle regole del Robots Exclusion Standard leggeranno e seguiranno i comandi contenuti nel file. I robot leggeranno il file ad ogni visita, in questo modo le pagine, o intere aree di un sito, possono essere rese pubbliche o private in ogni momento semplicemente cambiando il contenuto del file robot.txt prima di sottometterle nuovamente all’attenzione dei motori di ricerca. ES. PER evitare che i robot visitino la directory /motori: User- agent: * Disallow: /motori
SFA (Sales Force Automation)
Si tratta di soluzioni che supportano il mondo delle vendite (pre e post vendita), tramite software specifici (Sales automation software). Alcuni esempi sono il controllo dell’inventano (ovvero disponibilità di beni e prodotti nel magazzino), il controllo dei processi per le vendite (inserimento ordini e creazione schede clienti), l’ottimizzazione delle funzioni di Customer Care. Tutte le informazioni gestite potranno essere analizzate per conoscere trend e andamenti delle vendite.
SISTER WINDOW
È una finestra aggiuntiva che viene aperta automaticamente dal browser sul computer dell’utente che naviga all’interno di certi siti. Può essere di grande efficacia per le campagne “teaser” che mirano a creare un’attesa poi soddisfatta con una rivelazione.
SPAMMING
Tutti i messaggi promozionali (es. e-mail, newsletter) inviati all’utente senza che li abbia effettivamente richiesti. Lo spamming è una forma di “inquinamento” della posta elettronica e dei motori di ricerca. Il termine “spam” deriva da una marca americana di carne in scatola a buon mercato particolarmente gelatinosa, così come “appiccicosi” sono i messaggi di spamming.
SPIDER
Software utilizzato dai motori di ricerca per la ricerca e la raccolta di indirizzi internet. Cataloga gli indirizzi in un database secondo determinati criteri. Un’altro software successivamente procederà a creare una scala di risultati a seconda dei criteri proprietari di ogni motore di ricerca.
SPONSORSHIP (SPONSORIZZAZIONE)
Forma di comunicazione on line che consiste nell’associare il proprio marchio, prodotto o servizio ai contenuti di un sito, di una sezione, di un gioco o di un evento on line. Nella sponsorship si fa ricorso alla costante presenza dell’immagine del marchio, prodotto o servizio dell’inserzionista sulle pagine Web prescelte. E la forma di promozione più adatta a campagne branding estese e ad iniziative di co-branding.
STATISTICHE
Strumento di web marketing indispensabile per avere un riscontro immediato di qualsiasi operazione si stia compiendo sul sito. È possibile avere un controllo su chi visita il sito, da dove proviene, cosa ha visto e per quanto tempo, ecc.
Grazie all’analisi è possibile anche stabilire quali mercati sono più sensibili alla nostra offerta e adottare delle strategie di promozione mirate a quel target specifico
TAG
Token di sintassi del linguaggio HTML, utilizzati per strutturare un documento Web indicando l’inizio e la fine di una parola, di un titolo, di una sentenza, di un blocco testo e così via. Ciascun tag HTML compare in parentesi < e >.
TARGET
Letteralmente significa bersaglio. E’ il gruppo di consumatori verso il quale l’impresa rivolge la propria azione commerciale. La corretta definizione del target richiede lo sviluppo di un approccio sistematico. Dall’analisi dei bisogni del mercato si passa alla verifica dell’esistenza di un potenziale economico, alla identificazione dei confini del mercato e infine alla scelta dei segmenti, o parti di mercato, da prendere in considerazione. L’identificazione del target include informazioni quali età, sesso, stile di vita, ecc. Vedi anche:
TEMPO MEDIO PER PAGINA
Tempo medio trascorso da un utente su una singola pagina Web. Tramite alcuni software o attraverso i cookie è possibile osservare il percorso di ogni singolo utente che naviga il sito: quante e quali pagine ha visto, quanto tempo è rimasto su una pagina, quale pagina ha visto precedentemente, da dove è arrivato, eccetera. Le statistiche sono un ottimo strumento di marketing per avere riscontro e controllo delle azioni che si stanno attuando, praticamente un must.
TRAFFICO
Frequenza con cui un sito viene visitato.
TIME OUT
Periodo di tempo limitato (20-30 minuti) trascorso il quale, se l’utente non compie azioni rilevabili, la sua visita viene considerata finita. Una nuova richiesta verrà considerata come nuova visita.
TRACKING
Tracciare. L’utente che accede ad un sito viene seguito tramite vari sistemi (server, cookie,ecc.) in tutto il suo percorso di navigazione. E’ un buon modo per capire quelli che sono i suoi interessi, e quello che cerca sul nostro sito.
UP SELLING
Proporre al potenziale cliente l’acquisto di più beni identici per cogliere un beneficio economico. Su un sito di commercio elettronico questo tipo di funzione è svolta da alcune regole di vendita, che vengono appositamente predisposte per essere attivate in base al verificarsi o meno di certi comportamenti di acquisto da parte del cliente.
USABILTY (USABILITÀ)
Originariamente la parola usabilità deriva dalla progettazione dei software: dalla metà degli anni 80 iniziò a svilupparsi quella che è una vera e propria scienza, che coniuga la psicologia e l’intelligenza artificiale all’informatica. Questi erano e sono tuttora i principati attributi dell’usabilità definiti nel Sun Usability Lab:
1. Utilità
2. Facilità di apprendimento
3. Efficienza
4. Facilità di ricordo
5. Quantità di errori
6. Soddisfazione
UTENTI OPTIN
Utenti che hanno accettato di ricevere materiale pubblicitario nella propria email in cambio di un servizio gratuito. Es. connessione internet, spazio web, sms, eccetera. Di solito oltre all’email vengono richieste molte altre informazioni quali sesso, età, nazionalità, preferenze. Questi dati, sempre dietro consenso, possono essere rivenduti a società che le utilizzano poi per gli invii di materiale pubblicitario.
VIRAL MARKETING
Stesso concetto del marketing multilivello o “network marketing” (marketing di rete”). Il termine “virale” viene adottato perché la tecnica di marketing, o la comunicazione messa in atto, contiene in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come un virus. Nel marketing multilivello il sistema usato è intuitivo: oltre a vendere i miei prodotti io cerco anche di convincere l’acquirente a divenire a sua volta, oltre che consumatore, anche venditore ditali prodotti. Nella comunicazione, invece, la tecnica è più sfumata e di meno facile applicazione: si tratta d’inserirvi qualcosa che spinga chi la riceve a diffonderla. Una case history è quella di hotmail (www.hotmail.com) in cui si regala un servizio di indirizzo email e si aggiunge, in coda ad ogni messaggio inviato, un piccolo messaggio che dice “anche tu puoi ottenere il tuo indirizzo email gratuito a www.hotmail.com.
VISITATORE UNICO
Unità di misura del traffico su un sito. Visitatore specifico (identificato mediante il suo indirizzo IP) che ha visitato un sito nello spazio di un mese intero.
WEB RING
Catena di siti con tematica simile.
X-BRAND
Prodotti senza marchio utilizzati negli spot pubblicitari come riferimento generico che consente di enfatizzare il prodotto oggetto della pubblicità. Con l’introduzione della pubblicità comparativa, il ricorso a questi prodotti tende a diminuire
8.5 Marketing comportamentale
Il marketing comportamentale nel Web

Il marketing comportamentale nel Web, Vediamo cosa è il marketing comportamentale e vediamo se viene applicato alla pubblicità su Internet.

Molti non sanno ancora che cosa sia il marketing comportamentale (in inglese, behavioural marketing), ma appena ne daremo la definizione, sicuramente quasi tutti penseranno: "Così è come dovrebbe essere la pubblicità su Internet!". Partiamo da una premessa: sebbene, soprattutto in U.S.A., si faccia molto parlare di marketing comportamentale, pare che nessuno in Italia (e pochissimi oltreoceano), lo applichino effettivamente nelle proprie campagne pubblicitarie.

La definizione di marketing comportamentale è semplice: inviare (in varie forme) un messaggio pubblicitario non secondo il "medium"', non secondo il "luogo", ma secondo il "'target" e dopo avere ottenuto questo target con un'analiasi del "'comportamento"' del navigatore.

Facciamo alcuni esempi chiarificatori. Il marketing targhettizzato è già un passo avanti rispetto a tutta la pubblicità (che non sia direct marketing) che vediamo ogni giorno. Alla TV capita ogni giorno che uomini cinquantenni assistano a spot per creme antibrufoli, che donne in menopausa vedano pubblicità di assorbenti 'con le ali' etc etc. Questo tipo di pubblicità, ovviamente, non è affatto targhettizzata, su niente. In sostanza, si "spara nel mucchio", sapendo che, fra tutto il pubblico che sta assistendo a un determinato programma televisivo, almeno una percentuale (spesso conosciuta nel dettaglio) è presente; quindi, su 10 persone che assistono allo spot, ne saranno effettivamente interessate soltanto 2; gli altri 8 "'spot" sono "buttati", "sacrificati" per riuscire a raggiungere quei due che sono interessati. Certo, un minimo di targhettizzazione esiste anche in TV: in un incontro di pugilato avverrà raramente di vedere pubblicità di assorbenti, come in una telenovela del palinsesto mattutino sarà difficile assistere a spot di dopobarba; in questo caso, la targhettizzazione è per programma, perché si ritiene (giustamente) che un determinato programma sia visto da un determinato pubblico e che quel determinato pubblico sia interessato a un determinato prodotto, tutto qui.

Anche in Internet ritroviamo la medesima "situazione"; ci sono banner in "general rotation" che possiamo trovare su qualsiasi pagina di un portale e ci sono banner targhettizzati su determinate sezioni del sito; quindi, nella sezione turistica di un famoso portale sarà molto probabile visualizzare la pubblicità di voli a basso costo o quella di pacchetti turistici a 600 euro per Sharm el Sheik.

Ancora una volta ci troviamo di fronte a una targhettizzazione che potremmo definire "'induttiva"; dal momento che un utente si trova su una sezione turistica, si presuppone che sia interessato ai viaggi.

Il marketing comportamentale è qualcosa di diverso e, possiamo dirlo senza tema di essere smentiti, di migliore; non si basa su un'induzione contemporanea ("sei qui e quindi hai probabilmente bisogno di questo"), ma su una deduzione "storica"'. L'ambizione del marketing comportamentale è quella di targhettizzare la pubblicità per il singolo utente che in quel momento sta visitando una "qualsiasi" pagina e in base a precedenti comportamenti di quell'utente stesso.

Per fare un esempio: l'utente A naviga sul portale Z da due anni; noi possiamo sapere che l'utente A è A in diversi modi. Un modo abbastanza efficace, ma a rischio di essere troppo a breve termine, è l'utilizzo dei famosi cookie. Quando un utente si collega per la prima volta a un sito, nella maggioranza dei casi scarica sul proprio personal computer un cookie, un codice numerico o alfanumerico, che lo identifica, per esempio, come utente A. Anni fa, agli albori dell'era Internet, si pensava che questi cookie potessero essere pericolosi o dannosi o che, in qualche modo, potessero essere avvicinati a dei virus; si trattava, come spesso accadde e accade, di "leggende metropolitane"; i cookie ci servono ogni giorno per non dovere digitare la nostra password quando accediamo alla nostra casella di mail via internet, ci permettono di 'farci riconoscere' da un e-mall di libri quando vi rientriamo dopo mesi, in modo da avere subito sott'occhio la lista dei libri che abbiamo già acquistato, etc.

Torniamo al nostro utente A. A entra in Z per la prima volta due anni fa; in due anni, A ha rivelato diversi "comportamenti". Per esempio, A:

Ha risposto ad un sondaggio

Ha comprato un libro d'auto sportive

Ha visitato le sezioni per vacanze in Australia

Ha comprato 13 volte un biglietto per New York

Ha comprato un elettrostimolatore

Legge almeno quattro volte alla settimana news sulla borsa italiana e su quella statunitense

Questi sono comportamenti che si possono avere su un sito; in sostanza sono porzioni "attive" della sua navigazione. Il marketing comportamentale ha la "presunzione" di definire A da questi comportamenti e di inserirlo in un determinato "segmento". Di A non sappiamo il nome, il cognome, l'indirizzo etc., ma questi sono dati che nel marketing interessano poco; quello che interessa è capire "chi è A". E' maschio o femmina? E' ricco, benestante, un operaio o un contadino? Conosce le lingue? Quali sono i suoi interessi? Questi sono i dati che interessano per capire a quale pubblicità potrebbe essere interessato A.

Da una breve analisi, possiamo dire che A è un uomo, dai 35 ai 50 anni, che parla inglese, di un ceto medio alto.

Si tratta di pochi dati ma che sono già più che sufficienti per avere un'ottima targhettizzazione.

Ora, a prescindere dalla sezione del sito in cui A si troverà durante la navigazione di Z, noi possiamo sapere che la sua "personalità" è preponderante rispetto alla sezione del sito che sta visualizzando e possiamo sapere "chi è" quell'utente anche nel caso in cui navighi sezioni "orizzontali", ovverosia non specifiche (come le "news dal mondo").

Quale pubblicità visualizzare all'utente A quando sta guardano le news? Di certo non quella di assorbenti, non quella di lezioni di inglese per principianti né la pubblicità di un elettrostimolatore (perché ne ha comprato uno due settimane fa), ma molto probabilmente la pubblicità di una nuova berlina delle BMW, di un volo scontato per New York o di una vacanza invernale nei paesi tropicali.

Ecco che cos'è il marketing comportamentale:

- individuare gli utenti di un sito

- inserirli in un 'segmento' in base al loro comportamento

- proporgli pubblicità che non solo sia adatta a quel che segmento ma che sia adatta e probabilmente gradita proprio ad A.

In sostanza, il marketing comportamentale unisce le caratteristiche positive del direct marketing (targhettizzazione, attenzione all'individuo e alle sue esigenze, modulazione del messaggio in base alla sua personalità etc.) e quelle del mass marketing (capacità di raggiungere un vasto pubblico e di farlo "automaticamente", "industrialmente" ed "economicamente" (senza spese di call center, di telefono, di mailing etc.).

Perché il marketing comportamentale non viene allora utilizzato?

Se chiedessimo a tutti i responsabili di marketing italiani perché non viene utilizzato, la prima risposta (sincera) dovrebbe essere: "Ma noi non abbiamo certo gli strumenti per fare queste profilazione. Che cosa sono poi questi cookie?".

Ma perché la pratica dei responsabili marketing è così distante rispetto alla teoria che abbiamo sopra esposto e che sembra essere veramente una buona teoria?

Ci sono a nostro parere diversi motivi. Uno è quello del margine differenziale; il direttore marketing pensa: "Quanto mi costerebbe impostare tutto il mio sistema di pubblicità di 'Z' sui principi del marketing comportamentale?". E poi, "quanto guadagnerei in più rispetto al mio precedente sistema di targhettizzazione, basato ? al massimo ? sull'attinenza coi contenuti delle pagine visitate?" E infine, "quando comincerebbero ad emergere tutti questi vantaggi?"

Troppe domande e risposte troppo incerte.

Ma possiamo andare ancora oltre nelle domande. Dal momento che i responsabili marketing non sono scelti per scarsa intelligenza o per pigrizia, c'è un motivo di fondo che impedisce che l'ottima teoria del marketing comportamentale si traduca in pratica: la consapevolezza, ancora diffusa e difficile da sradicare, che Internet sia uno strumento di promozione e di pubblicità "minore". I budget allocati a Internet sono ridicoli rispetto a quelli dedicati a TV e stampa e sono vicini a quelli della pubblicità nelle sale cinematografiche. Il movimento di denaro intorno alla pubblicità in Internet è ancora troppo basso perché i direttori marketing si mettano a tavolino, cerchino di capire che cosa sia il marketing comportamentale e cerchino di applicarlo nel migliore dei modi. Pochi giorni fa stavo navigando sulle pagine di TGCOM che, se non vado errato, fa parte del gruppo Mediaset, il leader italiano nella raccolta pubblicitaria; e che pubblicità ho visto su tutte le pagine di un sito fatto in modo più che amatoriale? Gli AdSense di Google. Mediaset, con tutti i clienti che ha, non ha trovato di meglio da inserire sul sito che degli spartani banner 120x600 di Google? Gli stessi che si trovano su siti di piccole e piccolissime dimensioni che cercano di pagarsi una pizza dopo qualche mese di esposizioni. A quanto pare, nel 2005 sembra ancora un pò presto per parlare di marketing comportamentale...

di Federico Riva

9. Download del manuale
Questo manuale è stato scritto sotto licenza GNU e pertanto qui potete scaricare una copia trasparente così come citato nella licenza.
"Una copia "trasparente" del documento indica una copia leggibile da un calcolatore, codificata in un formato le cui specifiche sono disponibili pubblicamente, i cui contenuti possono essere visti e modificati direttamente, ora e in futuro, con generici editor di testi o (per immagini composte da pixel) con generici editor di immagini o (per i disegni) con qualche editor di disegni ampiamente diffuso, e la copia deve essere adatta al trattamento per la formattazione o per la conversione in una varietà di formati atti alla successiva formattazione. Una copia fatta in un altro formato di file trasparente il cui markup è stato progettato per intralciare o scoraggiare modifiche future da parte dei lettori non è trasparente. Una copia che non è trasparente è "opaca".
Esempi di formati adatti per copie trasparenti sono l'ASCII puro senza markup, il formato di input per Texinfo, il formato di input per LaTex, SGML o XML accoppiati ad una DTD pubblica e disponibile, e semplice HTML conforme agli standard e progettato per essere modificato manualmente. Formati opachi sono PostScript, PDF, formati proprietari che possono essere letti e modificati solo con word processor proprietari, SGML o XML per cui non è in genere disponibile la DTD o gli strumenti per il trattamento, e HTML generato automaticamente da qualche word processor per il solo output."
Potete scaricare una copia trasparente in formato html testuale di questo manuale.
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Gli autori di questo documento sono:
Marco Gianfreda marco(at)motoridiricerca.ch (curatore della prima stesura)
Maurizio Palermo maurizio.palermo(at)web06.it (curatore di questa edizione)
È garantito il permesso di copiare, distribuire e/o modificare questo documento seguendo i termini della Licenza per Documentazione Libera GNU.

10. Licenza GNU
Licenza per Documentazione Libera (FDL) del Progetto GNU
Versione 1.1, Marzo 2000
Copyright (C) 2000 Free Software Foundation, Inc.
59 Temple Place, Suite 330, Boston, MA 02111-1307 USA
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(NdT: Questa è una traduzione italiana non ufficiale della Licenza per Documentazione Libera, FDL. Non è pubblicata dalla Free Software Foundation e non ha valore legale nell'esprimere i termini di distribuzione del software che usa la licenza FDL. Solo la versione originale inglese della licenza ha valore legale. Speriamo ad ogni modo che questa traduzione aiuti le persone di lingua italiana a comprendere meglio il significato della FDL.)
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Lo scopo di questa licenza è di rendere un manuale, un testo o altri documenti scritti "liberi" nel senso di assicurare a tutti la libertà effettiva di copiarli e redistribuirli, con o senza modifiche, a fini di lucro o no. In secondo luogo questa licenza prevede per autori ed editori il modo per ottenere il giusto riconoscimento del proprio lavoro, preservandoli dall'essere considerati responsabili per modifiche apportate da altri.
Questa licenza è un "copyleft": ciò vuol dire che i lavori che derivano dal documento originale devono essere ugualmente liberi. è il complemento alla Licenza Pubblica Generale GNU, che è una licenza di tipo "copyleft" pensata per il software libero.
Abbiamo progettato questa licenza al fine di applicarla alla documentazione del software libero, perché il software libero ha bisogno di documentazione libera: un programma libero dovrebbe accompagnarsi a manuali che forniscano la stessa libertà del software. Ma questa licenza non è limitata alla documentazione del software; può essere utilizzata per ogni testo che tratti un qualsiasi argomento e al di là dell'avvenuta pubblicazione cartacea. Raccomandiamo principalmente questa licenza per opere che abbiano fini didattici o per manuali di consultazione.
1. APPLICABILITÀ E DEFINIZIONI
Questa licenza si applica a qualsiasi manuale o altra opera che contenga una nota messa dal detentore del copyright che dica che si può distribuire nei termini di questa licenza. Con "Documento", in seguito ci si riferisce a qualsiasi manuale o opera. Ogni fruitore è un destinatario della licenza e viene indicato con "voi".
Una "versione modificata" di un documento è ogni opera contenente il documento stesso o parte di esso, sia riprodotto alla lettera che con modifiche, oppure traduzioni in un'altra lingua.
Una "sezione secondaria" è un'appendice cui si fa riferimento o una premessa del documento e riguarda esclusivamente il rapporto dell'editore o dell'autore del documento con l'argomento generale del documento stesso (o argomenti affini) e non contiene nulla che possa essere compreso nell'argomento principale. (Per esempio, se il documento è in parte un manuale di matematica, una sezione secondaria non può contenere spiegazioni di matematica). Il rapporto con l'argomento può essere un tema collegato storicamente con il soggetto principale o con soggetti affini, o essere costituito da argomentazioni legali, commerciali, filosofiche, etiche o politiche pertinenti.
Le "sezioni non modificabili" sono alcune sezioni secondarie i cui titoli sono esplicitamente dichiarati essere sezioni non modificabili, nella nota che indica che il documento è realizzato sotto questa licenza.
I "testi copertina" sono dei brevi brani di testo che sono elencati nella nota che indica che il documento è realizzato sotto questa licenza.
Una copia "trasparente" del documento indica una copia leggibile da un calcolatore, codificata in un formato le cui specifiche sono disponibili pubblicamente, i cui contenuti possono essere visti e modificati direttamente, ora e in futuro, con generici editor di testi o (per immagini composte da pixel) con generici editor di immagini o (per i disegni) con qualche editor di disegni ampiamente diffuso, e la copia deve essere adatta al trattamento per la formattazione o per la conversione in una varietà di formati atti alla successiva formattazione. Una copia fatta in un altro formato di file trasparente il cui markup è stato progettato per intralciare o scoraggiare modifiche future da parte dei lettori non è trasparente. Una copia che non è trasparente è "opaca".
Esempi di formati adatti per copie trasparenti sono l'ASCII puro senza markup, il formato di input per Texinfo, il formato di input per LaTex, SGML o XML accoppiati ad una DTD pubblica e disponibile, e semplice HTML conforme agli standard e progettato per essere modificato manualmente. Formati opachi sono PostScript, PDF, formati proprietari che possono essere letti e modificati solo con word processor proprietari, SGML o XML per cui non è in genere disponibile la DTD o gli strumenti per il trattamento, e HTML generato automaticamente da qualche word processor per il solo output.
La "pagina del titolo" di un libro stampato indica la pagina del titolo stessa, più qualche pagina seguente per quanto necessario a contenere in modo leggibile, il materiale che la licenza prevede che compaia nella pagina del titolo. Per opere in formati in cui non sia contemplata esplicitamente la pagina del titolo, con "pagina del titolo" si intende il testo prossimo al titolo dell'opera, precedente l'inizio del corpo del testo.
2. COPIE LETTERALI
Si può copiare e distribuire il documento con l'ausilio di qualsiasi mezzo, per fini di lucro e non, fornendo per tutte le copie questa licenza, le note sul copyright e l'avviso che questa licenza si applica al documento, e che non si aggiungono altre condizioni al di fuori di quelle della licenza stessa. Non si possono usare misure tecniche per impedire o controllare la lettura o la produzione di copie successive alle copie che si producono o distribuiscono. Però si possono ricavare compensi per le copie fornite. Se si distribuiscono un numero sufficiente di copie si devono seguire anche le condizioni della sezione 3.
Si possono anche prestare copie e con le stesse condizioni sopra menzionate possono essere utilizzate in pubblico.
3. COPIARE IN NOTEVOLI QUANTITÀ
Se si pubblicano a mezzo stampa più di 100 copie del documento, e la nota della licenza indica che esistono uno o più testi copertina, si devono includere nelle copie, in modo chiaro e leggibile, tutti i testi copertina indicati: il testo della prima di copertina in prima di copertina e il testo di quarta di copertina in quarta di copertina. Ambedue devono identificare l'editore che pubblica il documento. La prima di copertina deve presentare il titolo completo con tutte le parole che lo compongono egualmente visibili ed evidenti. Si può aggiungere altro materiale alle copertine. Il copiare con modifiche limitate alle sole copertine, purché si preservino il titolo e le altre condizioni viste in precedenza, è considerato alla stregua di copiare alla lettera.
Se il testo richiesto per le copertine è troppo voluminoso per essere riprodotto in modo leggibile, se ne può mettere una prima parte per quanto ragionevolmente può stare in copertina, e continuare nelle pagine immediatamente seguenti.
Se si pubblicano o distribuiscono copie opache del documento in numero superiore a 100, si deve anche includere una copia trasparente leggibile da un calcolatore per ogni copia o menzionare per ogni copia opaca un indirizzo di una rete di calcolatori pubblicamente accessibile in cui vi sia una copia trasparente completa del documento, spogliato di materiale aggiuntivo, e a cui si possa accedere anonimamente e gratuitamente per scaricare il documento usando i protocolli standard e pubblici generalmente usati. Se si adotta l'ultima opzione, si deve prestare la giusta attenzione, nel momento in cui si inizia la distribuzione in quantità elevata di copie opache, ad assicurarsi che la copia trasparente rimanga accessibile all'indirizzo stabilito fino ad almeno un anno di distanza dall'ultima distribuzione (direttamente o attraverso rivenditori) di quell'edizione al pubblico.
è caldamente consigliato, benché non obbligatorio, contattare l'autore del documento prima di distribuirne un numero considerevole di copie, per metterlo in grado di fornire una versione aggiornata del documento.
4. MODIFICHE
Si possono copiare e distribuire versioni modificate del documento rispettando le condizioni delle precedenti sezioni 2 e 3, purché la versione modificata sia realizzata seguendo scrupolosamente questa stessa licenza, con la versione modificata che svolga il ruolo del "documento", così da estendere la licenza sulla distribuzione e la modifica a chiunque ne possieda una copia. Inoltre nelle versioni modificate si deve:
* A. Usare nella pagina del titolo (e nelle copertine se ce ne sono) un titolo diverso da quello del documento, e da quelli di versioni precedenti (che devono essere elencati nella sezione storia del documento ove presenti). Si può usare lo stesso titolo di una versione precedente se l'editore di quella versione originale ne ha dato il permesso.
* B. Elencare nella pagina del titolo, come autori, una o più persone o gruppi responsabili in qualità di autori delle modifiche nella versione modificata, insieme ad almeno cinque fra i principali autori del documento (tutti gli autori principali se sono meno di cinque).
* C. Dichiarare nella pagina del titolo il nome dell'editore della versione modificata in qualità di editore.
* D. Conservare tutte le note sul copyright del documento originale.
* E. Aggiungere un'appropriata licenza per le modifiche di seguito alle altre licenze sui copyright.
* F. Includere immediatamente dopo la nota di copyright, un avviso di licenza che dia pubblicamente il permesso di usare la versione modificata nei termini di questa licenza, nella forma mostrata nell'addendum alla fine di questo testo.
* G. Preservare in questo avviso di licenza l'intera lista di sezioni non modificabili e testi copertina richieste come previsto dalla licenza del documento.
* H. Includere una copia non modificata di questa licenza.
* I. Conservare la sezione intitolata "Storia", e il suo titolo, e aggiungere a questa un elemento che riporti al minimo il titolo, l'anno, i nuovi autori, e gli editori della versione modificata come figurano nella pagina del titolo. Se non ci sono sezioni intitolate "Storia" nel documento, createne una che riporti il titolo, gli autori, gli editori del documento come figurano nella pagina del titolo, quindi aggiungete un elemento che descriva la versione modificata come detto in precedenza.
* J. Conservare l'indirizzo in rete riportato nel documento, se c'è, al fine del pubblico accesso ad una copia trasparente, e possibilmente l'indirizzo in rete per le precedenti versioni su cui ci si è basati. Questi possono essere collocati nella sezione "Storia". Si può omettere un indirizzo di rete per un'opera pubblicata almeno quattro anni prima del documento stesso, o se l'originario editore della versione cui ci si riferisce ne dà il permesso.
* K. In ogni sezione di "Ringraziamenti" o "Dediche", si conservino il titolo, il senso, il tono della sezione stessa.
* L. Si conservino inalterate le sezioni non modificabili del documento, nei propri testi e nei propri titoli. I numeri della sezione o equivalenti non sono considerati parte del titolo della sezione.
* M. Si cancelli ogni sezione intitolata "Riconoscimenti". Solo questa sezione può non essere inclusa nella versione modificata.
* N. Non si modifichi il titolo di sezioni esistenti come "miglioria" o per creare confusione con i titoli di sezioni non modificabili.
Se la versione modificata comprende nuove sezioni di primaria importanza o appendici che ricadono in "sezioni secondarie", e non contengono materiale copiato dal documento, si ha facoltà di rendere non modificabili quante sezioni si voglia. Per fare ciò si aggiunga il loro titolo alla lista delle sezioni immutabili nella nota di copyright della versione modificata. Questi titoli devono essere diversi dai titoli di ogni altra sezione.
Si può aggiungere una sezione intitolata "Riconoscimenti", a patto che non contenga altro che le approvazioni alla versione modificata prodotte da vari soggetti--per esempio, affermazioni di revisione o che il testo è stato approvato da una organizzazione come la definizione normativa di uno standard.
Si può aggiungere un brano fino a cinque parole come Testo Copertina, e un brano fino a 25 parole come Testo di Retro Copertina, alla fine dell'elenco dei Testi Copertina nella versione modificata. Solamente un brano del Testo Copertina e uno del Testo di Retro Copertina possono essere aggiunti (anche con adattamenti) da ciascuna persona o organizzazione. Se il documento include già un testo copertina per la stessa copertina, precedentemente aggiunto o adattato da voi o dalla stessa organizzazione nel nome della quale si agisce, non se ne può aggiungere un altro, ma si può rimpiazzare il vecchio ottenendo l'esplicita autorizzazione dall'editore precedente che aveva aggiunto il testo copertina.
L'autore/i e l'editore/i del "documento" non ottengono da questa licenza il permesso di usare i propri nomi per pubblicizzare la versione modificata o rivendicare l'approvazione di ogni versione modificata.
5. UNIONE DI DOCUMENTI
Si può unire il documento con altri realizzati sotto questa licenza, seguendo i termini definiti nella precedente sezione 4 per le versioni modificate, a patto che si includa l'insieme di tutte le Sezioni Invarianti di tutti i documenti originali, senza modifiche, e si elenchino tutte come Sezioni Invarianti della sintesi di documenti nella licenza della stessa.
Nella sintesi è necessaria una sola copia di questa licenza, e multiple sezioni invarianti possono essere rimpiazzate da una singola copia se identiche. Se ci sono multiple Sezioni Invarianti con lo stesso nome ma contenuti differenti, si renda unico il titolo di ciascuna sezione aggiungendovi alla fine e fra parentesi, il nome dell'autore o editore della sezione, se noti, o altrimenti un numero distintivo. Si facciano gli stessi aggiustamenti ai titoli delle sezioni nell'elenco delle Sezioni Invarianti nella nota di copiright della sintesi.
Nella sintesi si devono unire le varie sezioni intitolate "storia" nei vari documenti originali di partenza per formare una unica sezione intitolata "storia"; allo stesso modo si unisca ogni sezione intitolata "Ringraziamenti", e ogni sezione intitolata "Dediche". Si devono eliminare tutte le sezioni intitolate "Riconoscimenti".
6. RACCOLTE DI DOCUMENTI
Si può produrre una raccolta che consista del documento e di altri realizzati sotto questa licenza; e rimpiazzare le singole copie di questa licenza nei vari documenti con una sola inclusa nella raccolta, solamente se si seguono le regole fissate da questa licenza per le copie alla lettera come se si applicassero a ciascun documento.
Si può estrarre un singolo documento da una raccolta e distribuirlo individualmente sotto questa licenza, solo se si inserisce una copia di questa licenza nel documento estratto e se si seguono tutte le altre regole fissate da questa licenza per le copie alla lettera del documento.
7. RACCOGLIERE INSIEME A LAVORI INDIPENDENTI
Una raccolta del documento o sue derivazioni con altri documenti o lavori separati o indipendenti, all'interno di o a formare un archivio o un supporto per la distribuzione, non è una "versione modificata" del documento nella sua interezza, se non ci sono copiright per l'intera raccolta. Ciascuna raccolta si chiama allora "aggregato" e questa licenza non si applica agli altri lavori contenuti in essa che ne sono parte, per il solo fatto di essere raccolti insieme, qualora non siano però loro stessi lavori derivati dal documento.
Se le esigenze del Testo Copertina della sezione 3 sono applicabili a queste copie del documento allora, se il documento è inferiore ad un quarto dell'intero aggregato i Testi Copertina del documento possono essere piazzati in copertine che delimitano solo il documento all'interno dell'aggregato. Altrimenti devono apparire nella copertina dell'intero aggregato.
8. TRADUZIONI
La traduzione è considerata un tipo di modifica, e di conseguenza si possono distribuire traduzioni del documento seguendo i termini della sezione 4. Rimpiazzare sezioni non modificabili con traduzioni richiede un particolare permesso da parte dei detentori del diritto d'autore, ma si possono includere traduzioni di una o più sezioni non modificabili in aggiunta alle versioni originali di queste sezioni immutabili. Si può fornire una traduzione della presente licenza a patto che si includa anche l'originale versione inglese di questa licenza. In caso di discordanza fra la traduzione e l'originale inglese di questa licenza la versione originale inglese prevale sempre.
9. TERMINI
Non si può applicare un'altra licenza al documento, copiarlo, modificarlo, o distribuirlo al di fuori dei termini espressamente previsti da questa licenza. Ogni altro tentativo di applicare un'altra licenza al documento, copiarlo, modificarlo, o distribuirlo è deprecato e pone fine automaticamente ai diritti previsti da questa licenza. Comunque, per quanti abbiano ricevuto copie o abbiano diritti coperti da questa licenza, essi non ne cessano se si rimane perfettamente coerenti con quanto previsto dalla stessa.
10. REVISIONI FUTURE DI QUESTA LICENZA
La Free Software Foundation può pubblicare nuove, rivedute versioni della Licenza per Documentazione Libera GNU volta per volta. Qualche nuova versione potrebbe essere simile nello spirito alla versione attuale ma differire in dettagli per affrontare nuovi problemi e concetti. Si veda http://www.gnu.org/copyleft.
Ad ogni versione della licenza viene dato un numero che distingue la versione stessa. Se il documento specifica che si riferisce ad una versione particolare della licenza contraddistinta dal numero o "ogni versione successiva", si ha la possibilità di seguire termini e condizioni sia della versione specificata che di ogni versione successiva pubblicata (non come bozza) dalla Free Software Foundation. Se il documento non specifica un numero di versione particolare di questa licenza, si può scegliere ogni versione pubblicata (non come bozza) dalla Free Software Foundation.

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